“Piano senza visione, chiederemo alla Regione di respingerlo”
L’Associazione Mondragone Bene Comune annuncia battaglia contro il Piano Attuativo di utilizzazione delle aree del Demanio marittimo (PAD) predisposto dall’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Lavanga. Secondo il sodalizio civico, il documento sarebbe stato elaborato in fretta per evitare il commissariamento previsto dalla Regione Campania per i Comuni inadempienti rispetto all’approvazione dei piani demaniali.
L’associazione contesta anzitutto l’impostazione generale del Piano. Pur dichiarando obiettivi ambiziosi come sviluppo sostenibile, tutela degli ecosistemi, riqualificazione ambientale, valorizzazione turistica e miglioramento dell’accessibilità, il PAD sarebbe carente di analisi concrete e dati a supporto delle scelte pianificatore.
Secondo l’AMBC, il documento non contiene alcuna valutazione economica dettagliata: mancano stime sull’occupazione che potrebbe essere generata, analisi costi-benefici, previsioni sull’aumento degli investimenti privati, sull’incremento del gettito comunale e sui possibili ritorni economici per il territorio. Assenti anche dati relativi ai flussi turistici, alla pressione antropica, all’utilizzo delle spiagge da parte dei residenti e agli impatti su traffico, parcheggi e servizi pubblici.
Particolarmente severa è la critica sul fronte ambientale. Pur prevedendo alcune prescrizioni legate all’utilizzo di materiali ecosostenibili, energie rinnovabili, bioarchitettura, tutela delle dune e della fauna costiera, il Piano non conterrebbe una vera valutazione ambientale strategica.
L’associazione evidenzia infatti l’assenza di studi specifici sull’erosione costiera, di rilievi morfologici, di simulazioni sull’evoluzione della linea di costa e di analisi sugli effetti dei cambiamenti climatici, come l’innalzamento del livello del mare e l’aumento delle mareggiate. Mancano inoltre approfondimenti sugli habitat dunali, sugli ecosistemi retrodunali e sugli impatti che nuove concessioni e ulteriori utilizzi del demanio potrebbero produrre sull’equilibrio ambientale del litorale.
Per Mondragone Bene Comune il PAD risulta dunque “monco” e andrebbe completamente rivisto prima dell’approvazione. Tra le principali contestazioni vi è anche l’assenza di una chiara strategia di sviluppo turistico e la scelta di mantenere sostanzialmente invariato l’attuale assetto delle concessioni balneari.
L’associazione sostiene infatti che il Piano finisca per consolidare la forte presenza di stabilimenti privati, stimati in circa 57-58 strutture, aggiungendo ulteriori attività sportive, ricreative e spiagge libere attrezzate che rischierebbero di portare alla saturazione dell’intero arenile.
Per queste ragioni l’AMBC annuncia che chiederà formalmente alla Regione Campania di respingere il Piano e restituirlo al Comune per carenza istruttoria e insufficiente motivazione delle scelte adottate.
Nel documento viene inoltre ricordata una precedente battaglia condotta dieci anni fa in occasione del Piano di Utilizzo della Fascia Costiera del 2016. All’epoca l’associazione aveva presentato una serie di osservazioni, tra cui la richiesta di includere nel piano anche il tratto di demanio a nord della città fino al confine con il Comune di Sessa Aurunca. Una proposta che, secondo l’AMBC, venne ignorata ma che oggi sarebbe stata recepita.
L’associazione annuncia infine la presentazione di nuove osservazioni formali al Comune nei prossimi giorni e critica la scelta dell’amministrazione di proseguire con alcune procedure relative alle concessioni demaniali nonostante il PAD sia ancora in fase di approvazione.
Secondo Mondragone Bene Comune, in attesa della definizione del nuovo Piano andrebbero sospese sia le nuove concessioni sia le procedure provvisorie per la stagione in corso. Una richiesta che, secondo gli esponenti dell’associazione, difficilmente verrà accolta dall’amministrazione comunale.




















