Caserta. Un appalto da quasi 9,5 milioni di euro per il conferimento di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri dell’Alta Velocità Napoli-Bari e una presunta tangente da 530mila euro. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere a iscrivere nel registro degli indagati l’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, l’imprenditore del settore cave Antonio Luserta e l’avvocato Vincenzo Iorio.
Nei giorni scorsi i carabinieri, su delega della Procura guidata da Pierpaolo Bruni, hanno eseguito perquisizioni e sequestrato dispositivi informatici e telefoni cellulari dei tre indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone.
L’ipotesi della Procura
Secondo gli inquirenti, Marino si sarebbe attivato nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana per favorire l’assegnazione di un contratto relativo al conferimento di circa due milioni di metri cubi di terre e rocce da scavo nella cava Santa Lucia, situata alla periferia di Caserta.
In cambio dell’intervento istituzionale, l’ex sindaco avrebbe ricevuto parte di una presunta utilità economica complessiva quantificata in 530mila euro. La somma, secondo l’accusa, sarebbe transitata attraverso una serie di rapporti professionali e fatturazioni ritenute dagli investigatori prive di reale giustificazione economica.
Le note inviate dal Comune a Rfi
Al centro dell’indagine figurano due comunicazioni trasmesse dal Comune di Caserta a Rfi nel luglio e nel novembre del 2022. In quelle note l’ente segnalava la possibilità di utilizzare alcune cave presenti sul territorio comunale per il conferimento del materiale proveniente dai cantieri ferroviari.
Per la Procura, tuttavia, il Comune non avrebbe avuto competenza diretta sulla materia, attribuita invece alla Regione attraverso gli uffici del Genio Civile. Proprio tali iniziative amministrative vengono considerate dagli investigatori uno degli elementi chiave del presunto accordo corruttivo.
Il ruolo dell’imprenditore e dell’avvocato
L’indagine ipotizza che l’imprenditore Antonio Luserta, interessato a ottenere il conferimento del materiale di scavo nella propria cava, abbia corrisposto compensi professionali all’avvocato Vincenzo Iorio.
Secondo la ricostruzione accusatoria, tali somme sarebbero poi state in parte trasferite a Carlo Marino attraverso ulteriori rapporti contrattuali e professionali. Gli accertamenti della Procura si concentrano proprio sulla natura di tali prestazioni e sulla loro effettiva esecuzione.
Un nuovo filone sulle vicende del Comune di Caserta
L’inchiesta rappresenta l’ultimo sviluppo delle numerose indagini che negli ultimi anni hanno interessato il Comune di Caserta. Un contesto che aveva già portato, nell’aprile 2025, allo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche.
Gli indagati potranno ora fornire la propria versione dei fatti nel prosieguo delle indagini preliminari, mentre la Procura continua ad approfondire i rapporti intercorsi tra i soggetti coinvolti e la procedura che ha portato all’assegnazione dell’appalto da parte di Rfi.




















