Caserta. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al consigliere regionale campano sospeso Giovanni Zannini e ad altre nove persone nell’ambito di un’inchiesta che ruota attorno a due distinti filoni investigativi: il finanziamento ottenuto per la realizzazione di un caseificio attraverso fondi Invitalia e le presunte pressioni esercitate nei confronti dell’ex direttore sanitario dell’Asl di Caserta. L’atto, firmato dal sostituto procuratore Giacomo Urbano, rappresenta il passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta sui fondi Invitalia
Secondo la ricostruzione della Procura, Giovanni Zannini – all’epoca presidente della Commissione regionale Ambiente, Energia e Protezione civile – avrebbe svolto un ruolo determinante per favorire l’accesso a un finanziamento pubblico destinato a un progetto imprenditoriale nel settore caseario.
Al centro dell’indagine vi sono gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, accusati dagli inquirenti di aver portato avanti il progetto pur in assenza di alcuni requisiti amministrativi e ambientali ritenuti necessari.
Per gli investigatori, un ruolo rilevante sarebbe stato svolto da cinque componenti di commissioni tecniche coinvolte nelle procedure autorizzative. La Procura ipotizza che siano stati predisposti atti e valutazioni non corrispondenti alla reale situazione ambientale dell’impianto. Contestazioni che gli interessati potranno ora contrastare nelle sedi previste dalla legge.
Sempre secondo l’impostazione accusatoria, Zannini avrebbe ricevuto come utilità una vacanza a bordo di uno yacht di lusso. Anche questa circostanza rientra tra gli elementi oggetto di contestazione da parte della Procura.
Il filone sulle presunte pressioni all’Asl Caserta
Un secondo capitolo dell’inchiesta riguarda invece i rapporti con l’Asl di Caserta. I magistrati contestano a Zannini l’ipotesi di concussione, sostenendo che avrebbe esercitato pressioni per ottenere la rimozione dall’incarico dell’allora direttore sanitario Enzo Iodice.
Secondo la Procura, tali pressioni sarebbero state veicolate attraverso Antonio Postiglione, attuale direttore generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Campania, anch’egli coinvolto nell’inchiesta.
Le persone coinvolte
Oltre a Giovanni Zannini, l’avviso di conclusione delle indagini riguarda gli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, Antonio Postiglione, l’imprenditore Alfredo Campoli e i funzionari Flora Cirelli, Daniele Braccini, Salvatore Perfetto, Giancarlo Andolfo e Luigi Pilotti. Per tutti vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Verso la richiesta di processo
Con la chiusura delle indagini, gli indagati avranno la possibilità di depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati dai magistrati. Successivamente la Procura valuterà se formulare la richiesta di rinvio a giudizio davanti al giudice dell’udienza preliminare.
L’inchiesta rappresenta uno dei procedimenti più rilevanti aperti negli ultimi anni dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere sui rapporti tra politica, pubblica amministrazione e gestione delle risorse pubbliche nel territorio casertano.




















