Associazione Mondragone Bene Comune. Le politiche per la mobilità del Sindaco che ha portato il Comune al fallimento sono interamente piegate all’incasso di multe (e in parte all’incasso – soprattutto a favore di privati – di ticket per sosta e parcheggi). E, nonostante una puntuale interrogazione parlamentare (ad oggi senza risposta alcuna) del deputato di Fratelli d’Italia Marco Cerreto che ha cercato di fare luce sull’anomalia rappresentata dall’elevatissimo numero di multe per infrazioni del Codice della strada, le sanzioni amministrative pecuniarie continuano a piovere “a catinelle”.
Un record incredibile che presenta non poche ombre, a partire dal difetto di omologazione dei dispositivi rilevatori di velocità utilizzati per elevare tali violazioni. Dispositivi che andavano spenti da tempo, come hanno fatto tanti Comuni in Italia. Le omissive risposte del Sindaco ad un’interpellanza consiliare in materia, come si ricorderà, trascurarono del tutto l’enorme giurisprudenza sedimentatasi nel tempo, a partire dalle sentenze della Suprema Corte di Cassazione (per fare solo qualche esempio: Cass. Ordinanza 20 settembre 2023, n. 26896; Cass. n. 14597 del 2021; Corte di Cassazione Sezione VI Civile Ordinanza 17 marzo 2022, n. 8694; Cass. n. 10463 del 2020; Cass. ordinanza n. 8694 del 17.03.2022; Cass. n. 10463 del 2020; Cass. n. 14597 del 2021; Cass. ordinanza n. 14597/2021; Cass. sentenza n. 15042/2011). Giurisprudenza che ha di fatto annichilito le “patetiche” Circolari Ministeriali, “le quali sembrerebbero avallare una possibile equipollenza tra omologazione ed approvazione basata, però, su un approccio che non trova supporto nelle fonti primarie e che, in quanto tali, non possono essere derogate da fonti secondarie o da circolari di carattere amministrativo”.
Quindi, come ha chiarito il Giudice di legittimità, “stante l’inequivocabile precetto di cui all’art.142, comma 6, c.d.s., laddove l’utilizzo dell’espressione “debitamente omologati” impone necessariamente la preventiva sottoposizione del mezzo di rilevamento elettronico a tale procedura e che, solo se assolta, è idonea a costituire “fonte di prova” per il riscontro del superamento dei prescritti limiti di velocità”.
Ma Mondragone è al di sopra di tutto ciò e così – continuando ad utilizzare rilevatori non omologati – anche nel 2024 abbiamo raggiunto il record di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del Codice della strada: ben 6.280.000 €, poco meno dei 6.500.000 € del 2023 (notate che, come abbiamo già segnalato in altre occasioni, si continua a dichiarare una cifra tonda, senza decimali e anche ciò appare come un’anomalia). Quindi, anche per l’anno 2024 ci siamo posizionati al primo posto in Italia per multe pro capite elevate: 220 € pro capite a Mondragone, a fronte dei 170,11 € pro capite a Firenze (il Comune che in Italia in totale incassa di più) o dei 150,20 € di Milano. E ciò senza considerare i circa 2 milioni di € di multe che Bonuglia ha fatto scomparire: https://giornalenews.it/ambc-sulle-multe-bonuglia-non-smette-di-sorprendere/ (a proposito: si sa qualcosa di quella vicenda?). 6.280.000 € rappresentano una cifra mostruosa che certamente non si giustifica, come ha cercato di fare maldestramente qualcuno, con il richiamo alla Domiziana, come se avere una strada di questo tipo fosse un’esclusività di Mondragone o come se questa strada non attraversasse, per esempio, anche altri Comuni, che ovviamente incassano molto meno di Mondragone. Ovviamente stiamo parlando di cifre che loro incautamente dichiarano di incassare, pur sapendo che quasi sicuramente andranno a finire in grandissima parte tra quei crediti di dubbia esigibilità, compromettendo così l’equilibrio di bilancio, come è successo in tutti questi anni. Il dissesto non ha insegnato niente a questi Signori e a queste Signore!
E mentre le multe piovono come sempre “a catinelle” (nell’indifferenza cronica di chi dovrebbe controllare cosa sta succedendo) e mentre ci si pavoneggia – petto in fuori – per assurde e pericolosissime piste ciclabili (altrove per molto meno partono inchieste a raffica), si sciupano tante buone occasioni. L’ultima è “Bici in Comune”, un’iniziativa promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani con il supporto del Dipartimento per lo Sport, per il tramite di Sport e Salute S.p.A e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Un’iniziativa rivolta a tutti i Comuni italiani con l’obiettivo di finanziare progetti che promuovano la mobilità ciclistica come strumento per uno stile di vita sano e attivo, oltre a favorire lo sviluppo del cicloturismo. I Comuni, suddivisi in cluster in base al numero di abitanti, potevano proporre progettualità legate alla promozione della mobilità ciclabile e del cicloturismo, alla valorizzazione del territorio, all’attività con le scuole, alla riqualificazione, l’innovazione e la digitalizzazione dei percorsi ciclabili esistenti e l’organizzazione di eventi sportivi ciclistici. Tanti Comuni, anche tanti a noi prossimi, hanno presentato progetti (anche se per mancanza di fondi molti non sono stati finanziati). Mondragone, come capita spesso, ha totalmente “bucato” il bando: https://www.sportesalute.eu/bicincomune.html.
Chiudiamo segnalandovi un interessante e “amaro” articolo di Antonio Marfella, presidente di Medici per l’Ambiente di Napoli, che l’Associazione Mondragone Bene Comune in questi anni ha sempre seguito con attenzione. Un articolo per non dimenticare chi ha comandato nella regione Campania in quest’ultimo lunghissimo decennio e per non dimenticare, in particolar modo, il dramma della “Terra dei Fuochi”: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/05/de-luca-patriarca-costantinopoli-campania/7974985/.




















