Caserta. Secondo il dossier “Il male in Comune” curato da Avviso Pubblico, dal 1991 al 2025 l’89% dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Italia si concentra nelle regioni di Calabria, Campania e Sicilia. Considerando anche la Puglia, la percentuale arriva addirittura al 96%. Tra le province più colpite in Campania figura anche Caserta, terza per numero di scioglimenti dopo Napoli e Avellino.
Nel complesso, su 294 enti locali sciolti, 288 sono comuni, di cui la maggior parte con popolazione inferiore ai 20mila abitanti.
La provincia di Caserta ha vissuto diversi scioglimenti, tra cui quelli di comuni come Caserta stessa, Calvi Risorta, e altri territori vicini, segnalando un serio problema di infiltrazioni mafiose nella zona.
I dati evidenziano come molti comuni coinvolti fossero amministrati da maggioranze civiche, segno che la penetrazione mafiosa non risparmia neanche realtà che si presentano con un volto “nuovo” o non tradizionalmente politico.
La provincia di Caserta è tra le cinque province italiane — insieme a Reggio Calabria, Napoli, Palermo e Vibo Valentia — dove si registra il 63% degli scioglimenti.
Oltre ai comuni, anche alcune aziende sanitarie locali della Campania, tra cui l’Azienda ospedaliera di Caserta, sono state sciolte per infiltrazioni mafiose, confermando la necessità di monitoraggio continuo anche in ambito sanitario.
Le autorità continuano a lavorare per contrastare questo fenomeno, ma il dossier di Avviso Pubblico sottolinea come sia fondamentale il sostegno di tutta la società civile e delle istituzioni per ripristinare legalità e fiducia nelle comunità locali.




















