Ancora una volta Caserta ha risposto presente. Anzi, forse stavolta ha urlato qualcosa di ancora più forte. Gara 5 tra Paperdi Juvecaserta e Fabo Herons Montecatini, in programma domani, lunedì 18 maggio al PalaPiccolo, è andata sold out praticamente in pochi minuti dall’apertura della vendita online dei tagliandi. Una corsa frenetica al biglietto che ha lasciato fuori forse migliaia di tifosi.
E la sensazione, leggendo i commenti esplosi sui social subito dopo l’annuncio del tutto esaurito, è chiara: il problema non è la Juvecaserta, il problema è che Caserta non ha più una casa adeguata alla propria storia sportiva.
Juvecaserta, una passione enorme intrappolata in 2.000 posti
La fotografia è semplice quanto impietosa. Una provincia da quasi un milione di abitanti, una delle piazze storiche del basket italiano, l’unica città del Sud ad aver vinto uno Scudetto nel basket, costretta oggi a vivere playoff infuocati in un impianto da circa 2.100 posti effettivi. Troppo pochi.
Lo dimostra la velocità con cui i biglietti sono spariti dalla piattaforma ETES, e dai rivenditori fisici autotizzati, mandando in tilt aspettative, entusiasmo e pazienza dei tifosi. Sui social è esplosa inevitabilmente la frustrazione: chi lamenta problemi tecnici, chi accusa il sistema di vendita, chi propone proteste, chi sogna addirittura maxi schermi all’esterno del palazzetto pur di vivere una partita che ormai va oltre il semplice evento sportivo. Ma dentro tutta questa rabbia c’è soprattutto un’altra verità: Caserta ha fame di basket.
Il PalaPiccolo non basta più
Il PalaPiccolo negli anni è diventato simbolo di resistenza sportiva, calore e identità. In queste settimane di playoff ha avuto un impatto straordinario sulla squadra di coach Lardo, trasformandosi in un autentico fortino bianconero.
Ma la realtà è che oggi quell’impianto non riesce più a contenere la passione di questa piazza. E non si tratta solo di comfort o modernità, è un problema strutturale, sportivo ed economico.
Un club che ambisce a tornare stabilmente ad alti livelli, che sogna la Serie A2 e guarda con ambizione al futuro, ha bisogno di:
- maggior capienza;
- spazi Hospitality;
- aree sponsor;
- servizi moderni;
- introiti da botteghino adeguati;
- eventi extra cestistici.
Tutti elementi che nel basket moderno fanno ormai la differenza.
Il fantasma del Palamaggiò e le promesse mancate
Ed è inevitabile che, davanti all’ennesimo sold out lampo, molti tifosi abbiano tirato fuori il nome del Palamaggiò. Per anni simbolo del grande basket casertano, oggi resta l’emblema di un’occasione persa e di una ferita ancora aperta per l’intero territorio. Addirittura venduto con l’aiuto di un noto assessore dell’allora Comune di Caserta, a chi non è casertano e si è rimangiato tutto quello che aveva dichiarato.
Intanto, in città continuano a rincorrersi idee, progetti e suggestioni sul futuro di un nuovo grande impianto sportivo, compresi i discorsi legati all’area Macrico e alla possibilità di creare finalmente un moderno palaeventi per Caserta. O del PalaVignola, progetto che non sarà mai realizzato perchè pieno di storture, forzature e perchè c’è un Comune commissariato e comunque in dissesto finanziario. Temi di cui si discute da tempo, ma che oggi tornano prepotentemente attuali. Perché l’ennesimo sold out per Gara 5 non è un episodio isolato, è un messaggio chiarissimo.
Caserta è pronta. Le istituzioni lo sono?
La Juvecaserta, nonostante anni difficili, continua a muovere passione, identità e appartenenza. La gestione della famiglia Farinaro ha ridato credibilità al progetto bianconero e la risposta del pubblico dimostra che il basket a Caserta non è mai morto. Anzi.
Quello che manca adesso è una visione strutturale all’altezza della storia della città. Perché una piazza che in pochi minuti polverizza migliaia di richieste per una Gara 5 playoff non può continuare a vivere nell’emergenza logistica permanente.
E forse il vero tema non è più soltanto dove giocherà la Juvecaserta domani, ma dove Caserta vuole portare il proprio sport nei prossimi vent’anni. I signori amministratori provinciali, i consiglieri regionali, i politici locali e la nostra deputazione casertana, soprattutto quella del centrodestra di Governo nazionale, escano allo scoperto o ammettano una volta per tutte la loro “incapacità”, perchè della loro demagogia, Caserta non ne ha bisogno.




















