Ruviano (Caserta). Un presunto tentativo di corruzione legato a un appalto pubblico da oltre tre milioni di euro è al centro dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta ha eseguito una perquisizione nell’abitazione e negli uffici del vicesindaco di Ruviano, Roberto Cusano, indagato per il reato di istigazione alla corruzione.
L’indagine, affidata al sostituto procuratore Anna Ida Capone, trae origine dalla denuncia presentata dalla sindaca di Dragoni, Antonella D’Aloia, e dal marito.
La ricostruzione dell’accusa
Secondo l’ipotesi investigativa, nell’ottobre 2025 Cusano avrebbe consegnato al marito della prima cittadina una busta rigida contenente una bottiglia di liquore e, nascosta al suo interno, una somma di denaro pari a circa 20 mila euro.
Il denaro sarebbe stato destinato, secondo l’accusa, a favorire l’aggiudicazione di una gara d’appalto per gli interventi di sistemazione idraulico-forestale del Vallone Cesaranni, bandita successivamente dal Comune di Dragoni per un importo di poco superiore ai tre milioni di euro.
Sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sindaca e il marito avrebbero restituito il denaro nello stesso giorno, denunciando l’accaduto alla Guardia di Finanza di Piedimonte Matese.
Gli inquirenti riferiscono inoltre che, durante la consegna della busta, Cusano avrebbe sostenuto che l’esito della gara fosse già stato deciso in Regione. L’appalto è stato poi aggiudicato a un’impresa con sede a Casapesenna.
Cusano, oggi vicesindaco di Ruviano, ha guidato il Comune come sindaco dal 2006 al 2021 ed è stato candidato alle ultime elezioni regionali con Noi di Centro Sud, la formazione politica riconducibile a Clemente Mastella.
La replica della difesa
Dopo la diffusione della notizia, gli avvocati Gaetano Crisileo e Raffaele Gaetano Crisileo, difensori del vicesindaco, hanno diffuso una nota nella quale respingono integralmente le accuse.
«Il sig. Roberto Cusano respinge con assoluta fermezza ogni ipotesi di responsabilità in ordine ai fatti oggetto dell’attuale procedimento, ribadendo la propria totale estraneità alle accuse provvisoriamente formulate», scrivono i legali.
La difesa sottolinea inoltre di avere «piena fiducia nell’operato della Magistratura e, in particolare, nel lavoro della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere».
Gli avvocati evidenziano anche come la perquisizione e il sequestro eseguiti dalla Guardia di Finanza costituiscano «un ordinario atto d’indagine finalizzato alla verifica dei fatti» e non possano essere interpretati come un’anticipazione di responsabilità, trattandosi di un procedimento ancora nella fase preliminare.
Cusano, aggiungono i difensori, «intende fornire ogni chiarimento utile al Pubblico Ministero affinché la vicenda possa essere ricostruita nella sua reale portata e siano definitivamente escluse interpretazioni non corrispondenti al vero».
Infine, i legali annunciano che si riservano «ogni iniziativa a tutela dell’immagine, della reputazione e della posizione personale» del proprio assistito, richiamando il principio della presunzione di innocenza, che permane fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.





















