Continua a crescere il fronte contrario alla realizzazione del forno crematorio previsto nel territorio comunale. A pochi giorni dal lancio, la petizione pubblica promossa da un gruppo di 37 cittadini di Casapulla e dei comuni limitrofi ha già raccolto centinaia di adesioni, alimentando il dibattito sull’opera.
Tra i primi firmatari figurano parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali del territorio, tra cui Agostino Santillo, Enrica Alifano, Danilo Della Valle e Raffaele Aveta, insieme a numerosi professionisti, docenti universitari, medici, ingegneri e avvocati. Hanno aderito anche rappresentanti delle comunità locali, come il parroco della chiesa di Sant’Elpidio Vescovo, don Felice Provvisto, la capogruppo dell’opposizione comunale Anna Di Nardo con il gruppo consiliare e il generale in pensione Nicola Belluomo, Cavaliere al Merito della Repubblica.
Secondo i promotori, l’iniziativa non rappresenta una contrapposizione alla pratica della cremazione, bensì una richiesta di maggiore prudenza nella scelta della localizzazione dell’impianto.
«Non è una battaglia ideologica contro la cremazione, ma una richiesta di prudenza, trasparenza e tutela della salute pubblica», spiegano i promotori, sottolineando come un forno crematorio sia «un impianto di combustione» che, pur dotato delle più moderne tecnologie, produce emissioni e necessita di controlli rigorosi.
Nel documento si richiama anche una sentenza del Consiglio di Stato del 2022 che qualifica i crematori come impianti rientranti tra le industrie insalubri di prima classe, evidenziando la necessità di valutazioni approfondite prima dell’autorizzazione.
La richiesta avanzata al Comune di Casapulla e agli enti competenti è quella di sospendere l’iter autorizzativo, rendere pubblica tutta la documentazione progettuale e coinvolgere Asl, Arpac, Provincia, Regione Campania e i Comuni confinanti in un percorso di confronto con la cittadinanza.
I promotori richiamano inoltre il principio di precauzione, evidenziando l’assenza di una normativa nazionale organica sui criteri di localizzazione dei crematori e ricordando che, secondo documenti scientifici citati nella petizione, le emissioni possono comprendere particolato fine e ultrafine, ossidi di azoto, composti organici volatili, metalli pesanti, mercurio, diossine e furani.
«La sostenibilità di un’opera di questo genere non può essere valutata soltanto sotto il profilo economico. Salute, ambiente, qualità della vita e fiducia dei cittadini nelle istituzioni devono restare prioritari», affermano ancora i firmatari.
L’obiettivo è che il progetto venga affrontato come una scelta di rilevante impatto territoriale, attraverso valutazioni scientifiche approfondite e un percorso partecipato che coinvolga istituzioni, tecnici e cittadini. «Casapulla e i Comuni vicini meritano aria pulita, trasparenza e decisioni responsabili. Ora e per il futuro», concludono i promotori della petizione.





















