Ha ragione Antonio Belli, l’instancabile dirigente mondragonese di Fratelli d’Italia, a denunciare con forza lo sfregio subito dalla Città per la mancata costituzione di parte civile da parte del comune di Mondragone nel procedimento penale che vede pesantemente coinvolto l’ex comandante della polizia locale, Bonuglia. Soprattutto a seguito di ciò che sta accadendo in qualche processo d’appello in cui invece l’Amministrazione Lavanga s’era precipitata a costituirsi.
Ma ormai gli episodi che dimostrano quale sia il senso di questa Amministrazione per la giustizia si sprecano. Poco tempo fa il consigliere comunale Federico fu costretto a denunciare pubblicamente l’ennesimo vergognoso obbrobrio dell’Amministrazione Lavanga: la grave omissione – nel comunicare il trasferimento temporaneo di alcuni uffici comunali – dell’intitolazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata in via della Rifiorita alla memoria degli Agenti della Polizia di Stato Vincenzo Bencivenga e Ulderico Biondani, caduti in servizio il 14 marzo 1992: https://www.facebook.com/movimentomondragoneattiva/?locale=it_IT. Una bruttissima pagina frutto di sciatteria, ignoranza e disordine organizzativo (non vogliamo credere che vi fosse in atto il tentativo di superare surrettiziamente la decisione amministrativa del 2011), le vere “cifre” dell’Amministrazione Lavanga, della Compagine di quel Sindaco che passerà alla (brutta) “storia” per aver contribuito a sfasciare i conti del Comune e per averlo accompagnato al dissesto a causa di un pessimo piano di riequilibrio.
Abbiamo sottolineato in tempi non sospetti che questa disastrosa ed incapace Amministrazione agisce solo per fare propaganda e che tutte le “cerimonie” apparecchiate (come le cittadinanze onorarie, una andata in porto attraverso una discutibile procedura e un’altra abortita, grazie all’iniziativa delle opposizioni consiliari) e le decisioni adottate per la legalità apparivano più di “facciata” che di “sostanza”. Vi ricordate la loro Giornata contro l’influenza della camorra nella Città, con lo slogan: “Mondragone Città Anticamorra”? Abbiamo già denunciato che la data del 7 Dicembre per celebrare tale Giornata, alla prima ricorrenza nel 2024 è passata del tutto inosservata e che tutto quanto avevano previsto di organizzare per tale evento era stato disatteso: https://news.webretesud.it/politica/associazione-mondragone-bene-comune-e-il-calendario-sincarico-di-svelare-la-loro-ipocrisia/. E anche il 7 dicembre 2025 è passato sotto silenzio. Di che pasta è fatta la loro sensibilità nei confronti dei temi legati alla legalità l’abbiamo vista poi anche a proposito della gestione dei beni confiscati: siamo ritornati agli onori della cronaca per un bene confiscato che avrebbe dovuto ospitare un centro di educazione ambientale e che invece era stato adibito a stoccaggio di rifiuti d’ogni tipo, una vera e propria discarica: https://giornalenews.it/ambc-e-anche-stavolta-lavanga-non-sapeva/. Quindi, la mancata costituzione di parte civile del comune di Mondragone nel processo che vede coinvolto l’ex Comandante dei vigili urbani: https://www.pupia.tv/2026/02/caserta-provincia/mondragone-comune-non-costituito-parte-civile-in-processo-bonuglia-opposizione-annuncia-esposto-a-corte-dei-conti/626173 è soltanto una delle tante “perle” di Lavanga & Co. Una scelta vergognosa che ha fatto dire al deputato Francesco Emilio Borrelli che: “Non costituirsi parte civile significa rinunciare a rappresentare la comunità che si amministra. Significa mandare un messaggio pericoloso, che rischia di minare ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. (…) La legalità non può essere un principio a intermittenza. Quando ci sono accuse di corruzione e reati contro la pubblica amministrazione, le istituzioni devono essere le prime a pretendere verità e giustizia, senza ambiguità e senza esitazioni” (https://giornalenews.it/mondragone-comune-non-si-costituisce-parte-civile-interviene-lon-borrelli/).
E tralasciamo la mancata trasparenza amministrativa che ha caratterizzato quest’ultimo decennio, le proroghe infinite e strumentali negli appalti per la fornitura di beni e servizi, ovviamente sempre a favore degli stessi (ma ormai tutto è diventato assolutamente discrezionale a Mondragone), le sfacciate disparità di trattamento, l’“amichettismo” come unica modalità di selezione per incarichi, prebende, nomine e assunzioni (in un vortice sovracomunale che ha fortemente penalizzato l’organizzazione del comune di Mondragone), i tanti conflitti d’interesse, le appropriazioni sistematiche e lo sfruttamento infinito di beni pubblici, i ricorrenti abusi, come nel caso dell’accesso agli atti (che è di fatto negato in questo Comune), le ripetute inadempienze, le omissioni e le tante illegittimità e illegalità che non abbiamo mai mancato di segnalare in tutti questi anni.
Fra qualche giorno, il 23 maggio, si celebrerà la Giornata Nazionale della Legalità, istituita per commemorare le vittime di tutte le mafie e, in particolare, per ricordare gli attentati ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino del 1992. Trentaquattro anni fa (il 23 maggio 1992) fummo raggiunti dalla notizia della strage di Capaci nel salone della parrocchia di San Rufino, ove avevamo organizzato – all’indomani dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose – il convegno “Oltre il ghiaccio delle appartenenze per la rivoluzione dell’ovvio”. Da allora il ghiaccio delle appartenenze si è sciolto (purtroppo spesso malamente e strumentalmente), ma la rivoluzione dell’ovvio non c’è stata. Vogliamo caldamente sperare che l’Amministrazione Lavanga si astenga dall’apparecchiare il prossimo 23 maggio qualche sua solita cerimonia (magari con annesso prete). Sarebbe una cerimonia poco credibile (al pari delle altre), perché come ammonisce don Luigi Ciotti: “La memoria delle vittime innocenti delle mafie non è un semplice ricordo, ma deve trasformarsi in un impegno vivo nel presente”. – Associazione Mondragone Bene Comune.




















