Un giovane casertano, Luigi Luserta, appartenente alla nota famiglia attiva nel settore delle cave, è stato arrestato dai carabinieri a Verona con l’accusa di maltrattamenti, lesioni aggravate, minacce, sequestro di persona e revenge porn ai danni dell’ex fidanzata. Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura, è stato eseguito mentre il 25enne si trovava in Veneto per partecipare a una festa con amici.
L’inchiesta è partita dopo la denuncia presentata dalla giovane donna, che ai carabinieri avrebbe raccontato mesi di presunte violenze fisiche e psicologiche culminate nell’episodio della notte del 5 aprile scorso. Secondo il racconto della vittima, dopo una serata trascorsa nel centro di Caserta, il ragazzo l’avrebbe costretta a salire in auto conducendola in una zona isolata della provincia, dove sarebbe stata aggredita con pugni, schiaffi, calci e minacce di morte.
Poche ore dopo la donna si è recata al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta, dove i medici le hanno riscontrato trauma cranico, ecchimosi ed escoriazioni compatibili con un’aggressione. Gli investigatori hanno acquisito la documentazione sanitaria e altri elementi ritenuti utili alla ricostruzione dei fatti.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, quello denunciato non sarebbe stato un episodio isolato. La giovane avrebbe riferito agli inquirenti di ulteriori presunti episodi di violenza e comportamenti vessatori avvenuti durante la relazione: insulti, intimidazioni, aggressioni fisiche e continue minacce che l’avrebbero spinta a interrompere il rapporto e a rivolgersi alle forze dell’ordine, temendo per la propria incolumità.
Tra le contestazioni mosse dalla Procura compare anche l’ipotesi di revenge porn. Gli investigatori stanno verificando eventuali episodi legati alla diffusione di materiale privato riconducibile alla relazione tra i due.
Il giovane, difeso dall’avvocato Vincenzo Iorio, sarà interrogato nelle prossime ore dal gip in videocollegamento dal carcere di Verona-Montorio, dove è detenuto. Secondo quanto trapela dagli ambienti della difesa, l’indagato sarebbe pronto a fornire una versione dei fatti differente rispetto a quella ricostruita dagli inquirenti.
La vicenda riporta sotto i riflettori il nome della famiglia dell’arrestato, già finita recentemente nelle cronache giudiziarie dopo l’arresto del padre, imprenditore del settore cave, in seguito al ritrovamento di armi e droga nell’abitazione di famiglia. Nei giorni scorsi, inoltre, una cava riconducibile alla famiglia era stata sequestrata nell’ambito di un’indagine su presunti smaltimenti illeciti di rifiuti provenienti dai lavori dell’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria.
L’indagine sulla presunta violenza ai danni della giovane prosegue ora per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e verificare le accuse formulate dalla Procura sammaritana.
Come previsto dal nostro ordinamento giudiziario, l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.




















