La manna è una sostanza commestibile che, secondo la Bibbia, Dio distribuì agli Israeliti durante le loro peregrinazioni nel deserto per soddisfarne la fame, dopo la liberazione della schiavitù e l’uscita dall’Egitto. La manna iniziò a scendere dal cielo quando il popolo d’Israele si avvicinò al Monte Sinai per ricevere la Torah cioè il testo che rappresenta il fondamento della fede ebraica. L’espressione quindi di “manna discesa dal Cielo”, ampiamente conosciuta, significa il meglio che possa capitare in una situazione critica come avvenne per gli Ebrei durante il cammino verso la Terra Promessa. Questo popolo si muoveva a piedi e con difficoltà, angosciato da tanti problemi ed in particolare dalla carenza di acqua e di cibo. Dopo aver ucciso il bestiame e razionati i pochi alimenti che avevano a disposizione rimaneva, comunque, la fame ed allora il Signore inviò la manna per sfamarli. In prossimità del Monte Sinai le persone videro arrivare dal cielo tanti fiocchi spinti dal vento.
La tradizione della “manna dal cielo” si arricchisce da quanto è scritto nella Genesi (27,28): Dio ti conceda rugiada dal Cielo e nell’Esodo (16,13,15) …al mattino ci fu uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Lo strato di rugiada se ne andò, ed ecco sulla superficie del deserto apparve qualcosa di fine, granuloso, minuto come la brina sulla terra: «A tal vista i figli d’Israele si chiesero l’un l’altro: «Che cos’è questo?» perché non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: «Questo è il pane che il Signore vi ha dato per cibo» (Esodo 16.14-18). Il termine manna deriva proprio dalla domanda che gli Ebrei si posero: cosa è quello? che in ebraico si dice man hu
Nel libro dei Numeri (11,7-8 ) è scritto che la manna aveva la forma di semi di coriandolo esteriormente simile alla resina odorosa. Il popolo andava in giro a cercarla, la raccoglieva, la tritava nelle macine o la pestava nel mortaio, la cuoceva in pentola e ne faceva focacce. Il suo gusto era come quello di pane all’olio.
Della manna parlano anche Virgilio e Ovidio considerandola una specie di miele naturale. Plinio la definì una rugiada celeste che cade sugli alberi allo spuntare delle stelle durante il tramonto. Secondo Galeno essa era invece “un prodotto derivante dagli aliti della terra e dell’acqua condensati dal calore solare indi raffreddata nella notte”. È la idea che viene in mente parlando di questa sostanza naturale, che tutti citano ma che, in realtà, pochi sanno cosa sia.
Solo dopo il 1700 fu scoperto che la manna è costituita da piccoli talli cioè da corpi unicellulari di licheni che, a loro volta, sono organismi che derivano dall’associazione di un’alga e di un fungo. Questi sono simbionti nel senso che il fungo sopravvive grazie ai composti organici prodotti dall’alga mentre quest’ultima riceve sali minerali e acqua dal fungo. La manna è in effetti una linfa che si estrae dalla corteccia di piante e alberi della famiglia dei frassini. Viene usata come ingrediente di dolci, specie in medio oriente, ma da tempo si sa che ha anche importanti proprietà curative. Viene prodotta da alcune specie di piante del genere Fraxinus, in particolare Fraxinus ornus (orniello o frassino da manna). In Italia queste piante crescono solamente in Sicilia e la Regione ne ha ottenuto il riconoscimento PAT, ossia Prodotto Agroalimentare Tradizionale, e anche Presidio Slow Food, noto come “manna da frassino”.
Come per l’albero della gomma, la manna si estrae facendo un’incisione trasversale della corteccia. Il succo, rapprendendo, si presenta giallastro e di sapore dolce e leggermente acidulo. Seguendo l’inclinazione naturale del tronco, il liquido gocciola e forma una piccola stalattite di colore chiaro e di lunghezza variabile, il cosiddetto “cannolo”, che costituisce la forma più pregiata della manna. La manna è composta da acqua, glucosio, acidi organici con una piccola parte di mucillagini e resine. Il suo derivato principale è la mannite che si trova in farmacia o in erboristeria. Per quanto riguarda le proprietà della manna occorre dire, prima di tutto, che è un leggero lassativo naturale per cui può essere usato in sicurezza . Per questo è particolarmente adatto alla primissima infanzia, alle persone molto anziane o a chi è debilitato o convalescente.
La manna può essere utilizzata anche come dolcificante naturale perché è ben tollerata dai diabetici. Tra le sue proprietà c’è anche quella di antidoto contro gli avvelenamenti perché la mannite favorisce la diuresi, e quindi l’espulsione più rapida delle sostanze tossiche attraverso i reni. E’ utilizzata poi nell’industria cosmetica come componente di shampoo, bagnoschiuma e creme, e in quella farmaceutica perché è un potente cicatrizzante. La manna, inoltre, ha un effetto benefico sull’apparato respiratorio, e può perfino essere utilizzata come collirio nelle congestioni oculari.





















