La terza domenica del Tempo Ordinario ci propone i primi versetti del testo evangelico di Luca, Gesù è nella sinagoga di Nazareth nel giorno di sabato, giorno di preghiera.
Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Il prologo del testo evangelico di Luca ci permette di approfondire le motivazioni che l’hanno spinto a rendere testimonianza della venuta del Messia Gesù. Già prima di Luca si tramandava, per mezzo dei discepoli e quanti sono stati testimoni oculari, delle parole e delle azioni compiute da Gesù. Luca non è spinto da una semplice curiosità ma dal desiderio di rendersi egli stesso ministro della Parola e testimone convertito alla fede cristiana. La ricerca, lo studio e il resoconto servono a non accrescere la sua persona ma a rafforzare la fede di altri che hanno ricevuto il Battesimo e aderito a Gesù Cristo.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Dopo il battesimo e le tentazioni Gesù accompagnato dalla Spirito fa ritorno in Galilea, non resta nel deserto perché sa che la sua missione è iniziata. Non resta in un luogo solitario ma tra la folla. Il cammino di Gesù, inizialmente, è accompagnato dalla predicazione in ogni sinagoga incontrata. La sua urgenza è che tutti ricevano l’annuncio della buona notizia cioè egli stesso, perché lui è il Verbo del Padre. Coloro che accolgono il Messia rendono lode e gloria a Dio.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Tra le tante sinagoghe Luca ci fa sapere che a Nazareth Gesù solitamente vi andava volentieri per la preghiera del sabato. Era conosciuto dagli altri frequentatori tanto che si alza per proclamare la Parola di Dio.
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore». A Gesù viene consegnato il rotolo di Isaia e sceglie il capitolo 61 (vv.1-2) dove è contenuta la promessa e l’annunzio dell’anno giubilare, l’anno della liberazione e della giustizia. Gesù è l’unto del Padre e colmo dello Spirito e la sua missione ha degli obbiettivi ben precisi. Ai poveri deve essere annunciata la Parola di salvezza perché il Signore sta con loro. Ai prigionieri e coloro che si trovano in situazioni di schiavitù fisica o spirituale il Signore tende la mano per liberarli dalle loro catene. Ai ciechi che non vedono il Signore illuminerà i loro occhi affinché possano vederlo di nuovo e seguirlo sulla via della salvezza. Agli oppressi dai pesi delle ingiustizie e dalla cattiveria altrui il Signore renderà giustizia e benedizione donando loro la libertà. A tutti viene proclamato il tempo di grazia e di misericordia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Luca ci offre una serie di dettagli per evidenziare la solennità del momento. Gesù si siede e tutti lo guardano in attesa di ascoltare la sua parola. Gesù è al centro della scena e attira l’attenzione di tutti. Diversamente dalle loro aspettative Gesù non commenta il passo di Isaia ma attualizza la parola proclamata, la rende viva perché lui è la Parola. Oggi, in Gesù, nasce la salvezza. Oggi il povero non è solo e il cieco non è abbandonato. Oggi il prigioniero e l’oppresso vengono liberati. Oggi per ognuno Gesù ha una parola di speranza, di consolazione, di misericordia. Buona domenica del Signore.




















