La scorsa Domenica celebrando la solennità della Pentecoste abbiamo concluso il tempo di Pasqua e ripreso il tempo Ordinario, ossia il tempo in cui la Chiesa testimonia la propria fede nel quotidiano.
Oggi, invece, celebriamo la solennità della SS. Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, Dio si presenta Uno e Trino. Nella liturgia di questa domenica così pregheremo il mistero trinitario: “Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo sei un solo Dio, un solo Signore, non nell’unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza. Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo, e con la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo. E nel proclamare te Dio vero ed eterno, noi adoriamo la Trinità delle Persone, l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina” (prefazione il mistero di Dio uno e trino).
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso». Anche in questa domenica il brano del Vangelo ci colloca nell’ultima cena, in particolare nel discorso di addio di Gesù. Infatti, poco dopo, nell’orto degli Ulivi sarà arrestato. Da notare, nelle sue parole, un velo di tristezza misto a preoccupazione. La follia amorevole di Gesù lo porta più a preoccuparsi dei discepoli che di lui stesso. Il tempo stringe e i discepoli non sono ancora pronti a portare il peso della missione. Tre anni non sono nulla rispetto a ciò che dovranno fare quando il Maestro non ci sarà più.
«Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da sé stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future». I discepoli non saranno soli, non resteranno orfani nella missione ma ci sarà lo Spirito Santo che guiderà ogni singolo passo affinché la Parola annunciata sia veritiera nella testimonianza evangelica. Lo Spirito Santo non porta confusione ma certezza di fede perché la missione di annunciare non è radicata nell’individualismo o nel personalismo dei discepoli e dei cristiani ma nell’unica sorgente, cioè Dio stesso. Lo Spirito ricorda che la missione è di Gesù e i discepoli sono collaboratori, aiutanti, che apprendono ogni giorno seguendo l’esempio del Maestro. Inoltre, lo Spirito della verità verrà a sbugiardare lo spirito della menzogna, lo spirito del male.
«Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Lo Spirito ha anche il compito di rendere gloria al Figlio nella nostra vita, e ciò avverrà trasmettendo la comunione tra il Padre e lo stesso Figlio e condividendola con tutti i credenti. Nella SS. Trinità c’è la stessa vita e la stessa volontà, la stessa gloria e lo stesso amore, lo stesso desiderio di salvare l’umanità. Tutto questo è trasmesso all’uomo affinché entri nel mistero trinitario. Eleviamo alla SS. Trinità la preghiera della Chiesa e chiediamo il dono della pace: O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero ineffabile della tua vita, fa’ che nella confessione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone. Amen




















