L’Associazione Mondragone Bene Comune (AMBC) torna all’attacco dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Lavanga, puntando il dito su tre temi ritenuti strategici: il bonus sociale Tari, l’istituzione dell’Osservatorio turistico comunale e, soprattutto, il regolamento dell’asilo nido comunale, approvato nell’ultimo Consiglio.
Bonus Tari: «Scaduti i termini, ma cosa ha fatto il Comune?»
L’associazione ricorda che il 30 giugno è scaduto il termine entro cui i Comuni avrebbero dovuto completare gli adempimenti per l’attuazione del bonus sociale sui rifiuti destinato alle famiglie in difficoltà economica.
«Cosa è successo a Mondragone? Cosa è stato fatto per il bonus sociale rifiuti?», chiedono gli esponenti dell’AMBC, lamentando la mancanza di informazioni sull’attuazione della misura.
Osservatorio turistico: «Un rimedio arrivato con anni di ritardo»
Nel mirino finisce anche la delibera con cui la Giunta ha istituito l’Osservatorio Turistico Comunale.
Secondo l’associazione, il provvedimento arriva solo dopo anni di richieste e denunce sulla necessità di raccogliere e analizzare dati sul turismo, ricordando come il Centro Servizi Turistici, finanziato con fondi pubblici, avrebbe dovuto svolgere proprio questa funzione.
Per l’AMBC si tratta dell’ennesimo esempio di interventi tardivi, dopo analoghe vicende che avrebbero riguardato il cimitero e il campo sportivo.
Asilo nido, le critiche al regolamento
La parte più articolata del documento riguarda però il regolamento dell’Asilo nido comunale “Arcobaleno”, approvato dall’assise cittadina.
L’associazione ricorda di battersi da dieci anni per l’attivazione del servizio e sottolinea il lavoro svolto dal consigliere comunale del MMA, Carlo Federico, che in Commissione ha presentato osservazioni e proposte di modifica coinvolgendo anche soggetti esterni al Consiglio.
Tra i principali rilievi mossi al regolamento figurano:
- il deposito cauzionale obbligatorio di 200 euro, ritenuto un possibile ostacolo per le famiglie più fragili;
criteri di accesso giudicati troppo sbilanciati sulla condizione lavorativa dei genitori; - l’esclusione dal servizio per ritardi ripetuti o per morosità di tre mesi, considerata una misura eccessivamente rigida; l
- a composizione del Comitato di gestione, che secondo l’associazione dovrebbe prevedere una maggiore presenza di genitori ed esperti pedagogici.
L’AMBC evidenzia inoltre l’assenza della figura del coordinatore pedagogico e la mancanza di riferimenti all’inclusione dei minori con bisogni educativi speciali, alla tutela della privacy e al trattamento dei dati personali.
«Il Consiglio non può essere solo una ratifica»
L’associazione critica anche il metodo seguito durante il dibattito consiliare, sostenendo che le proposte del consigliere Federico siano state respinte per motivi procedurali.
Nonostante le riserve sul testo, Federico ha comunque votato a favore del regolamento, spiegano dall’AMBC, nel tentativo di accelerare l’avvio del servizio.
«L’asilo aprirà davvero?»
La conclusione del comunicato è affidata a una domanda che sintetizza i dubbi dell’associazione: «Secondo voi a settembre o ottobre si apriranno finalmente le porte dell’Asilo nido Arcobaleno?».
La risposta dell’AMBC è netta: «Noi nutriamo qualche ragionevole dubbio».





















