Prosegue in Terra di Lavoro il ciclo di incontri dedicati al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. Giovedì 20 febbraio 2026, alle ore 18.00, la Biblioteca Comunale di Maddaloni ospiterà “SìParte!”, nuovo appuntamento promosso dal Comitato SìSepara, iniziativa sostenuta dalla Fondazione Luigi Einaudi.
L’evento si propone come un momento di approfondimento tecnico e culturale su una delle riforme più discusse degli ultimi anni, destinata – se approvata – a incidere sull’assetto costituzionale della magistratura ordinaria.
Cosa prevede la riforma sulla separazione delle carriere
La proposta referendaria punta a inserire in Costituzione la distinzione netta tra magistratura giudicante (i giudici) e magistratura requirente (i pubblici ministeri).
Attualmente, giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine e possono, nel corso della carriera, passare da una funzione all’altra. Con la riforma, invece, si delineerebbero due percorsi professionali distinti, che si incontrano esclusivamente nel processo, nel rispetto rigoroso dei ruoli.
Secondo i promotori del Sì, l’obiettivo è rafforzare:
- la terzietà del giudice, garantendo una distanza strutturale da chi esercita l’azione penale;
- l’autonomia del pubblico ministero, preservandone l’indipendenza ma in un quadro ordinamentale separato;
- la chiarezza delle responsabilità, evitando sovrapposizioni tra funzioni requirenti e giudicanti.
In caso di vittoria del Sì, verrebbero istituiti due Consigli Superiori distinti – entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica – uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente. La funzione disciplinare sarebbe affidata a un’Alta Corte autonoma, con doppio grado di giudizio interno.
Riforma: le ragioni del Sì
Per il Comitato SìSepara, la separazione delle carriere rappresenta una scelta di civiltà istituzionale. L’impianto della riforma non verrebbe inteso come una frattura dell’ordine giudiziario, ma come un rafforzamento dell’equilibrio tra accusa e giudizio.
Secondo questa impostazione, votare Sì significherebbe optare per una giustizia realmente terza, nella quale chi accusa e chi giudica percorrono strade diverse, pur restando entrambi soggetti soltanto alla legge.
Riforma: le ragioni del No
Sul fronte opposto, i sostenitori del No ritengono che l’attuale assetto garantisca già l’indipendenza della magistratura e che una separazione costituzionale possa indebolire l’unità dell’ordine giudiziario.
Tra le principali obiezioni vi sono:
- il rischio di un pubblico ministero eccessivamente autonomo, potenzialmente più esposto a pressioni esterne;
- la possibilità che la riforma modifichi l’equilibrio tra poteri dello Stato;
- la convinzione che l’imparzialità del giudice sia già garantita dalle norme vigenti.
Il confronto, dunque, non riguarda solo l’organizzazione interna della magistratura, ma tocca il delicato equilibrio tra poteri costituzionali e le garanzie dei cittadini nel processo penale.
Relatori di alto profilo a Maddaloni
L’incontro di Maddaloni vedrà la partecipazione di relatori di rilievo nazionale:
- Amedeo Barletta, vicepresidente dell’European Criminal Bar Association e responsabile dell’Osservatorio Europa dell’Unione delle Camere Penali Italiane;
- Cesare Salvi, professore ordinario di diritto civile ed ex Ministro del Lavoro;
- Guido Vitiello, docente di teoria e storia dei media presso La Sapienza Università di Roma.
A introdurre e moderare il confronto sarà l’avvocato Gennaro Iannotti, da anni impegnato nel dibattito sulla separazione delle carriere e figura di riferimento nel foro casertano.
I saluti istituzionali saranno affidati a Giovanni Joey Pasquariello, referente casertano della Fondazione Luigi Einaudi, al sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo e al consigliere regionale Vincenzo Santangelo.
Un confronto aperto ai cittadini
“SìParte!” si propone come un’occasione di partecipazione consapevole, in un territorio – quello casertano – particolarmente sensibile ai temi della giustizia e dell’equilibrio istituzionale.
L’iniziativa intende offrire ai cittadini strumenti di comprensione giuridica e costituzionale, superando logiche di contrapposizione ideologica e favorendo un dibattito fondato su argomentazioni tecniche e istituzionali.
Il referendum sulla separazione delle carriere si inserisce infatti in una discussione più ampia sul modello di giustizia e sul rapporto tra autonomia, imparzialità e responsabilità, elementi centrali per la qualità della democrazia e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.




















