“La luce della Pasqua ci sprona ad abbattere le barriere che creano divisioni e sono gravide di conseguenze politiche ed economiche. Ci sprona a prenderci cura gli uni degli altri, ad accrescere la solidarietà reciproca, ad adoperarci per favorire lo sviluppo integrale di ogni persona umana”. (Papa Francesco – Messaggio Urbi et Orbi 20 aprile 2025)
Risuonano profetiche le ultime parole di Papa Francesco tratte dal messaggio Urbi et Orbi di ieri Pasqua di risurrezione, testamento spirituale di Papa Francesco che oggi vede la luce della Pasqua; si è aperta per lui la barriera che separa la vita terrena dalla vita eterna, quella barriera viene superata dalla sua partecipazione alla risurrezione di Cristo.
Lascia a tutta la Chiesa un’impronta di semplicità di linguaggio, di gesti, di spontaneità per il suo approccio verso gli altri con parole semplici ma dirette e immediate. Il suo papato ispirato a san Francesco, il poverello di Assisi, intriso di testimonianza autentica verso gli emarginati, i fragili e i sofferenti. Ha prodotto in noi il desiderio di prenderci cura gli uni degli altri. Ha continuato ad essere testimone anche nella sofferenza, ponendo al primo posto il bene della sua gente, pastore del suo gregge fino alla fine.
Generoso testimone fino all’ultimo istante della sua vita. A distanza di vent’anni, dopo San Giovanni Paolo II, un altro papa ci lascia nella settimana in Albis. Siamo certi che oggi Papa Francesco, accompagnato da sorella morte, è entrato nella Gloria eterna di Dio con la propria consapevolezza “il Signore ora vive per sempre (cfr Sequenza pasquale) e ci infonde la certezza che anche noi siamo chiamati a partecipare alla vita che non conosce tramonto, in cui non si udranno più fragori di armi ed echi di morte. Affidiamoci a Lui che solo può far nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5)!” (Papa Francesco – Messaggio Urbi et Orbi 20 aprile 2025)




















