È partita la procedura formale di licenziamento collettivo per i 413 lavoratori dello stabilimento Jabil di Marcianise, in provincia di Caserta. Lo annuncia un documento inviato dall’azienda a sindacati e associazioni datoriali, in cui la multinazionale punta il dito contro il no delle tute blu alla proposta della cessione ad un altro player con la compartecipazione del socio pubblico.
Secondo Jabil, il progetto – proposto appunto nell’ambito della procedura di dismissione dell’azienda avviata a luglio 2024 – aveva caratteristiche ”idonee a realizzare obiettivi di sostenibilità economico finanziaria”. L’azienda, nel corso degli ultimi nove anni, aveva registrato un andamento in costante perdita, arrivando a un rosso di 41,2 milioni nel 2019, poi ridotto a 12,7 milioni nel 2024 (stima che, a livello previsionale, sarebbe confermata anche nel 2025), imponendo così la necessità di un ”cambio di rotta”.
Per realizzarlo, la multinazionale aveva proposto la cessione dell’azienda ad un soggetto ”costituito da un’azienda già operativa nel settore elettronico” e ”partecipato in maniera significativa da Invitalia”. Ma i metalmeccanici hanno opposto un netto rifiuto, giudicando la proposta sostanzialmente non credibile ed evidenziando, anche, il trend positivo di contenimento delle perdite degli ultimi anni. Ora dunque parte l’iter formale, che prevede 75 giorni prima dell’effettivo licenziamento.




















