“È davvero surreale sentir dire da un Governo di sedicenti patrioti che i colpevoli dei 413 licenziamenti disposti dalla Jabil presso lo stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, siano gli stessi lavoratori e le sigle sindacali. Una tesi che, peraltro, ricalca per filo e per segno quella della multinazionale americana, che per oltre 10 anni ha beneficiato di risorse pubbliche e ora avvia una procedura di licenziamento collettivo senza che l’Esecutivo muova un dito”. Lo affermano in una nota i deputati del M5S Carmela Auriemma e Dario Carotenuto.
“Da che parte stanno Giorgia Meloni e i suoi? – chiedono i parlamentari – con gli USA, con cui la premier si vanta di avere buoni uffici che farebbe bene a sfruttare in questo caso o con i lavoratori italiani? Perché i ministri Calderone e Urso non chiedono conto a Jabil dei molti piani industriali mai realizzati invece di sposare simili posizioni? Domande alle quali un Governo prono al profitto deve rispondere invece di fare spallucce”. “Torniamo dunque a chiedere l’immediata convocazione di un tavolo presso i Ministeri del Lavoro e del Made in Italy con l’obiettivo di dare reali prospettive ai lavoratori e a un territorio già in gravissima sofferenza, perché proprio i lavoratori di tempo non ne hanno più”, concludono Auriemma e Carotenuto.




















