Caserta. Un viaggio fotografico attraverso oltre sessant’anni di storia, tra sviluppo, degrado e rinascita. È questo il filo conduttore di “RI – CONOSCERE IL LITORALE DOMIZIO. Il riscatto di un territorio con un passato di confine. Trasformazione e sviluppo del litorale Domizio dagli anni ’60 ad oggi”, la mostra che sarà inaugurata giovedì 2 luglio negli spazi dell’Archivio di Stato di Caserta, all’interno della Reggia.
L’esposizione, sostenuta da Strategia Fotografia e promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, propone un racconto per immagini affidato agli obiettivi di Gianni Fiorito, Giovanni Izzo e Salvatore Laporta, tre fotografi che, con linguaggi differenti, documentano l’evoluzione del litorale Domizio.
Il percorso espositivo comprende circa 90 fotografie, organizzate in dittici e polittici, che ripercorrono le trasformazioni paesaggistiche, urbanistiche e sociali della fascia costiera che si estende da Pozzuoli alla foce del Garigliano, attraversando località simbolo come Licola, Varcaturo, Castel Volturno e Baia Domizia.
La mostra ripercorre gli anni del grande sviluppo turistico, quando il litorale era definito la “California d’Italia”, fino al successivo declino segnato dall’abusivismo edilizio e dall’inquinamento ambientale, senza dimenticare i più recenti interventi di bonifica e i progetti di rilancio del territorio.
Un elemento centrale dell’iniziativa è il recupero della memoria storica. Grazie al ritrovamento di una preziosa raccolta fotografica degli anni Sessanta e Settanta, l’Archivio di Stato colma una lacuna documentaria relativa alle profonde trasformazioni che hanno interessato il territorio nella seconda metà del Novecento.
«Partendo dalla nostra funzione di conservazione della memoria – spiega la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi – intendiamo stimolare una riflessione collettiva sulle trasformazioni di un territorio di straordinaria bellezza, facendo dell’archivio un luogo di cittadinanza attiva e di promozione del riscatto civile».
Le opere entreranno a far parte del patrimonio dell’Archivio di Stato di Caserta, contribuendo ad arricchire la documentazione fotografica dedicata al territorio. Come sottolinea il curatore Mario Laporta, la fotografia diventa così non solo uno strumento di documentazione, ma anche un mezzo capace di costruire memoria e conservare le testimonianze visive delle trasformazioni del paesaggio.





















