Castel Volturno. La rinascita della pineta litoranea passa dalla collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e associazioni. È stato sottoscritto l’Accordo di collaborazione tra Regione Campania, Ente Riserve Naturali Regionali Foce Volturno – Costa di Licola – Lago Falciano e Comune di Castel Volturno, un’intesa che punta a ricostruire il patrimonio forestale e a valorizzare una delle eccellenze ambientali del territorio: il Tartufo Bianchetto, recentemente riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Campania.
L’accordo avrà una durata di quattro anni e prevede, a partire dal 2026, la messa a dimora di circa 2.000 piante autoctone ogni anno, micorrizate con il Tuber borchii, specie storicamente presente nella pineta di Castel Volturno. Le piante saranno fornite dal Vivaio Forestale Improsta della Regione Campania, mentre gli interventi saranno eseguiti dal personale dell’Ente Riserve con il supporto del Comune.
Un progetto nato dalla collaborazione del territorio
L’intesa rappresenta il risultato di un percorso avviato negli ultimi anni grazie all’impegno dell’Associazione Elsa ETS, che ha promosso una rete di collaborazione tra istituzioni, tecnici e comunità scientifica. Grazie a questo lavoro sono già state piantumate circa 4.000 piante micorrizate, avviando concretamente il recupero della storica pineta litoranea.
Il recente riconoscimento del Tartufo Bianchetto di Castel Volturno come PAT rafforza ulteriormente il progetto, creando le basi per lo sviluppo di una filiera produttiva capace di coniugare tutela ambientale, agricoltura sostenibile, turismo ed economia locale.
Tonziello: “Un modello di tutela ambientale e sviluppo”
Soddisfazione è stata espressa da Leda Tonziello, presidente dell’Associazione Elsa ETS e componente della Giunta esecutiva dell’Ente Riserve Naturali.
«La firma di questo accordo rappresenta il riconoscimento di un percorso costruito negli anni grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, comunità scientifica e cittadini. Abbiamo dimostrato che una visione condivisa può trasformarsi in azioni concrete per la tutela della biodiversità e la rinascita della nostra pineta».
Tonziello sottolinea come l’obiettivo non sia soltanto ambientale, ma anche economico e sociale.
«Vogliamo ricostruire l’antica filiera tartufigena di Castel Volturno. Il riconoscimento del Tartufo Bianchetto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale e la riforestazione con specie autoctone costituiscono i pilastri di una strategia capace di coniugare conservazione della natura, sviluppo rurale, occupazione e valorizzazione delle eccellenze locali».
Il sostegno di Confagricoltura Caserta
Anche Confagricoltura Caserta accoglie con favore l’accordo, definendolo un passaggio decisivo per il recupero della pineta e per la valorizzazione del patrimonio naturale del litorale domizio.
L’organizzazione evidenzia come il progetto rappresenti un modello innovativo di gestione sostenibile, capace di integrare tutela dell’ambiente, ricerca scientifica e sviluppo della filiera del tartufo, con ricadute positive per il comparto agricolo, forestale e turistico del territorio.
L’obiettivo condiviso è trasformare la pineta di Castel Volturno in un laboratorio permanente di biodiversità e sostenibilità, restituendo al territorio una risorsa naturale che per decenni ha rappresentato una delle sue principali identità.





















