Un presunto sistema fraudolento basato su fittizi distacchi di personale avrebbe consentito a due imprese edili del Casertano di abbattere il costo del lavoro, causando un danno di circa un milione di euro all’Inps. È quanto emerge dall’indagine della Guardia di Finanza di Capua, che ha eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura.
Il provvedimento riguarda sette società e undici amministratori pro tempore, indagati, allo stato delle indagini, per truffa aggravata ai danni dell’Inps.
Il sistema dei finti distacchi
Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e sviluppate con il supporto della Direzione provinciale dell’Inps di Caserta, hanno ricostruito un articolato meccanismo che avrebbe permesso alle due imprese principali di ottenere consistenti risparmi contributivi.
Secondo gli investigatori, le aziende avrebbero utilizzato altre cinque società, intestate a prestanome e prive di una reale struttura organizzativa, gestionale e decisionale, per formalizzare contratti di distacco del personale ritenuti fittizi.
Le società “interposte” avrebbero assunto soltanto formalmente i lavoratori, mettendoli poi a disposizione delle due imprese realmente operative.
Danni ai lavoratori e concorrenza sleale
In questo modo, secondo l’ipotesi accusatoria, gli oneri previdenziali e contributivi sarebbero stati scaricati sulle società di comodo, che successivamente non avrebbero provveduto ai versamenti dovuti né all’Erario né all’Inps.
Un sistema che, oltre a provocare un danno economico all’Istituto previdenziale, avrebbe inciso anche sulla posizione assicurativa e previdenziale dei lavoratori coinvolti.
Gli inquirenti ritengono inoltre che il meccanismo abbia consentito alle imprese beneficiarie di praticare prezzi più bassi rispetto alla concorrenza, alterando le regole del mercato attraverso un illecito abbattimento del costo del lavoro. Il sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria ammonta complessivamente a circa un milione di euro.
Come previsto dalla legge, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.





















