Fantastici, dominanti, quasi padroni assoluti della serie. Per due quarti la Juvecaserta aveva dato l’impressione di aver già messo Gara 2 nel congelatore, trascinata da un PalaPiccolo infuocato e da un primo tempo offensivamente devastante. Poi, improvvisamente, il blackout.
Montecatini ringrazia, risale dal baratro e si prende una vittoria pesantissima: 89-87 per gli Herons, fattore campo ribaltato e serie che adesso si trasferisce in Toscana sull’1-1.
La sensazione, fortissima, è che questa partita la Juvecaserta l’abbia letteralmente buttata via. Perché dopo il 55-39 dell’intervallo lungo, con i bianconeri in totale controllo emotivo e tecnico del match, nessuno avrebbe immaginato un crollo del genere.
E invece nel terzo e quarto periodo è andato in scena un autentico suicidio sportivo: parziale complessivo di 50-32 per Montecatini, energia sparita, attacco senza idee, difesa molle e squadra improvvisamente in bambola.
Caserta ha perso energia, ha perso focus sulla partita, ha perso concentrazione. L’ha ritrovata soltanto negli ultimi due minuti, quando ormai il cronometro stava soffocando ogni tentativo di rimonta. Troppo tardi.
E soprattutto: dalla panchina sarebbe dovuto partire un messaggio forte, una scossa, una soluzione. Ma non è partito nulla.
Coach Sacchetti, dall’altra parte, ha vinto la partita negli spogliatoi. Ha capito dove colpire una Juvecaserta improvvisamente fragile mentalmente e l’ha fatta a pezzi con pazienza e intelligenza cestistica.
Montecatini non sarà una corazzata irresistibile — anzi, sulla carta Caserta resta superiore di almeno tre spanne — ma è una squadra furba, esperta, allenata bene e capace di soffrire. E quando i bianconeri hanno iniziato a spegnersi, gli Herons hanno fiutato il sangue.
Il simbolo del tracollo è tutto nell’ultimo tiro: la tripla di Lo Biondo che danza sul ferro ed esce. Dentro e fuori.
Ma la domanda resta inevitabile: se fosse entrata, sarebbe stata davvero meritata la vittoria della Juvecaserta?
Probabilmente no.
Perché una squadra costruita per vincere questi playoff non può permettersi di smettere di giocare per oltre un quarto e mezzo. Non può sciogliersi appena aumenta la pressione. Non può affidarsi soltanto alle giocate individuali nel momento in cui la partita cambia faccia. Le difficoltà sono state evidenti.
Sperduto praticamente fuori partita per il problema all’adduttore. Laganà limitato dai falli e costretto a giocare a mezzo servizio. Radunic, dopo la gara dominante di venerdì, punito con tanti minuti di panchina nella fase decisiva dopo una prestazione opaca. D’Argenzio alterna genio e follia: sbaglia tantissimo, poi prova a riaccendersi quando ormai la montagna è troppo ripida.
E allora viene spontanea una domanda: chi deve trascinare davvero questa squadra quando il piano A salta?
Perché nei momenti pesanti servono alternative, personalità, uomini capaci di prendere per mano il gruppo. Caserta ha talento, profondità e roster da categoria superiore. Ma in Gara 2, nel momento della verità, si è ritrovata improvvisamente senza guida.
Anche l’arbitraggio ha lasciato enormi perplessità, con una gestione spesso confusa e fischi discutibili da entrambe le parti, ma sarebbe troppo semplice nascondersi dietro i direttori di gara. La verità è che la Juvecaserta ha regalato Gara 2.
E adesso attenzione: la serie cambia completamente faccia. Montecatini torna al PalaTerme con entusiasmo, fiducia e soprattutto con la sensazione di aver trovato il modo di mettere in difficoltà i bianconeri. Gli Herons hanno tirato con un irreale 18/37 da tre punti, trascinati da un monumentale Chinellato con 29 punti e da Aukstikalnis, autore di 21.
Caserta invece torna a casa con dubbi pesanti: perché il talento non basta più, i playoff sono crudeli e perché in Toscana servirà la miglior Juvecaserta possibile: cinica, feroce, lucida, altrimenti il rischio è concreto, molto concreto.
Con la stessa testa vista nel terzo e quarto periodo di Gara 2, Montecatini può davvero chiudere la serie sul 3-1 venerdì prossimo.
Paperdi Juvecaserta 2021 – Fabo Herons Montecatini 87-89
Parziali: 1°: 29-25; 2°: 26-14; 3°: 12-24; 4°: 20-26
Paperdi Juvecaserta: D’Argenzio 22 (6/8, 1/10), Lo Biondo 20 (2/4, 3/4), Nobile 13 (0/3, 3/3), Laganà 10 (0/2, 3/5), Sperduto 6 (1/1, 1/2), Radunic 5 (2/5, 0/1), Vecerina 5 (1/3, 1/1), Brambilla 2 (1/4, 0/1), Ly-lee 2 (0/0, 0/0), Hadzic 2 (1/2, 0/2), Nwaofom ne, Sorbo ne. Allenatore: Lardo – Caserta: tiri liberi: 23/31 – Rimbalzi: 43 9+34 (Nobile, Ly-lee 7) – Assist: 14 (D’Argenzio, Radunic 3)
Fabo Herons Montecatini: Chinellato 29 (3/10, 5/7), Aukstikalnis 21 (1/3, 4/9), Mastrangelo 11 (0/1, 3/6), Zugno 9 (0/2, 3/5), Tsetserukou 8 (2/5, 1/1), Sgobba 5 (0/1, 1/4), Dell’uomo 3 (0/0, 0/1), Antonelli 3 (0/0, 1/2), Natali 0 (0/0, 0/2), Kamate 0 (0/0, 0/0), Rossi ne, Pascarella ne. Allenatore: Sacchetti – Montecatini: tiri liberi: 23/34 – Rimbalzi: 28 4+24 (Chinellato 8) – Assist: 16 (Chinellato 7)




















