Una sconfitta che pesa, e che accende più di una preoccupazione. La Juvecaserta cade anche sul parquet della General Contractor Jesi, battuta 86-78 al PalaTriccoli al termine di una partita brutta, confusa e povera di idee offensive.
È la seconda sconfitta consecutiva per la squadra di Lino Lardo, arrivata proprio nel recupero mentre il campionato è fermo per le Final Four della Lega Nazionale Pallacanestro.
Un ko che brucia soprattutto perché rappresentava una grande occasione: vincere avrebbe significato agganciare Virtus Roma e Benacquista Latina al secondo posto, alle spalle della capolista Pielle Livorno, fresca vincitrice della Coppa Italia di Serie B. Un’occasione sfumata.
Radunic da solo contro tutti
Se c’è un giocatore che esce a testa alta da questa serata è Matej Radunic. Il pivot bianconero firma 28 punti e 9 rimbalzi, dominando sotto canestro e tenendo in piedi la Juvecaserta per lunghi tratti della gara. Ma è troppo poco. Attorno a lui il vuoto.
Non solo 28 punti e 9 rimbalzi, ma anche 6 assist e 7 rimbalzi offensivi in 33 minuti di utilizzo. Una prestazione completa che dimostra quanto il lungo bianconero abbia provato a tenere da solo in piedi la squadra. Il gioco offensivo non decolla, il ritmo è basso e la squadra appare spesso senza idee.
Play assenti, attacco senza guida
Il problema principale è apparso evidente: mancanza totale di regia. La serata negativa di Domenico D’Argenzio e Matteo Laganà pesa tantissimo sull’economia della partita.
D’Argenzio chiude con 10 punti ma senza incidere realmente nella gestione del gioco, mentre Laganà resta addirittura a quota zero.
Senza play e senza ritmo offensivo, la Juvecaserta diventa prevedibile.
Il dato che spiega la partita
Il dato che racconta davvero la partita è quello del tiro da tre punti: Jesi ha chiuso con 14 triple su 39 tentativi (36%), mentre la Juvecaserta si è fermata a un pesantissimo 3 su 21 (14%), nonostante diversi tiri aperti costruiti durante la gara.
Una differenza enorme che ha finito per aprire il campo ai marchigiani e rendere ancora più complicata la rimonta dei bianconeri.
Jesi cambia marcia dopo l’intervallo
Il match resta equilibrato per buona parte del primo tempo. Jesi chiude avanti 23-18 il primo quarto e all’intervallo mantiene il vantaggio sul 41-36, ma Caserta resta comunque dentro la partita grazie alle giocate di Radunic.
La svolta arriva nel terzo periodo: i marchigiani alzano intensità e precisione dall’arco, trascinati da Palsson e Piccone, entrambi autori di 23 punti. Jesi vola fino al +15 e prende definitivamente il controllo della gara. Alla mezz’ora il punteggio dice 68-57.
Un finale senza vera rimonta
Negli ultimi dieci minuti la Juvecaserta prova a rientrare, rosicchiando qualche punto soprattutto dalla lunetta, ma la sensazione è che la partita sia già indirizzata. Jesi difende con ordine e gestisce il vantaggio fino alla sirena finale. Finisce 86-78.
Squadra corta e sempre incompleta
Le scuse potrebbero essere tante: arbitri; infortuni; roster corto. La Juvecaserta ancora una volta non è scesa in campo al completo: assenti Nobile e Sperduto, mentre D’Argenzio e Vecerina sono stati utilizzati solo all’ultimo momento e non nelle migliori condizioni fisiche, un fattore che ha inevitabilmente condizionato le rotazioni di coach Lino Lardo.
Ma le scuse non bastano, e soprattutto con le scuse non si va ai playoff.
Piccolo dettaglio statistico interessante: Caserta ha vinto nettamente a rimbalzo (48 a 26); ha distribuito più assist (22 contro 20); eppure ha perso. Questo rafforza ancora di più il peso delle percentuali da tre punti.
Classifica ancora aperta
Nonostante il momento complicato, la classifica resta comunque corta. La Juvecaserta rimane a 44 punti, dietro la capolista Livorno e la coppia Roma–Latina. Il margine per restare nelle prime posizioni esiste ancora, ma serve una reazione immediata.
Un momento che va superato subito
Questa è probabilmente la fase più difficile della stagione bianconera. Due sconfitte consecutive, gioco che fatica a decollare e una squadra spesso costretta a fare i conti con assenze e rotazioni limitate. Serve cambiare passo, perché il talento non manca.
Ma senza ritmo, senza idee e senza continuità, anche una squadra costruita per stare in alto può finire per complicarsi la strada proprio sul più bello.
Caserta ha preso più rimbalzi, distribuito più assist e lottato fino alla fine. Ma nel basket moderno, quando segni solo tre triple in quaranta minuti, vincere diventa quasi impossibile.
Classifica serie B Nazionale Girone B
| P | G | V | P | |
| Pielle Livorno | 50 | 30 | 25 | 5 |
| Latina | 46 | 28 | 23 | 5 |
| Virtus Roma | 46 | 29 | 23 | 6 |
| Juvecaserta | 44 | 29 | 22 | 7 |
| Luiss Roma | 38 | 29 | 19 | 10 |
| San Severo | 38 | 30 | 19 | 11 |
| Andrea Costa Imola | 34 | 30 | 17 | 13 |
| Faenza | 30 | 29 | 15 | 14 |
| Jesi | 28 | 29 | 14 | 15 |
| Basket Casoria | 28 | 30 | 14 | 16 |
| Chiusi | 26 | 29 | 13 | 16 |
| Piombino | 26 | 30 | 13 | 17 |
| Ravenna | 22 | 30 | 11 | 19 |
| Nocera | 18 | 29 | 9 | 20 |
| Ferrara | 18 | 29 | 9 | 20 |
| Fabriano | 18 | 30 | 9 | 21 |
| Dany Quarrata | 18 | 30 | 9 | 21 |
| Loreto Pesaro | 16 | 29 | 8 | 21 |
| Virtus Imola | 14 | 29 | 7 | 22 |




















