Caserta. Le parole non sono mai neutre: possono ferire, escludere, umiliare, ma anche costruire relazioni, rafforzare identità e promuovere il rispetto. È partendo da questa consapevolezza che martedì 3 febbraio 2026, alle ore 10.00, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Diocesana di Caserta, si terrà l’incontro dal titolo “Quando le parole feriscono: il potere invisibile del bullismo”.
L’iniziativa rientra nel Percorso di Legalità promosso dall’IIS “Francesco Giordani” ed è rivolta in particolare agli studenti, con l’obiettivo di stimolare una riflessione profonda sul tema del bullismo e della violenza verbale, fenomeni sempre più diffusi anche attraverso i canali digitali.
Al centro dell’incontro il valore educativo del linguaggio e la necessità di riconoscere il peso che le parole possono avere nella vita quotidiana, soprattutto nei contesti scolastici e tra i più giovani. Un momento di confronto che vedrà dialogare studenti, istituzioni e professionisti, uniti dall’impegno nella promozione di una cultura del rispetto e della legalità.
Ospite dell’appuntamento sarà Mattia Della Rossa, autore del libro “Le parole del Potere”, che guiderà la riflessione sull’uso consapevole del linguaggio e sulle sue implicazioni sociali e personali. A intervenire come relatori anche Armando Corsini, avvocato, Marinella Graziano, giudice per le misure di prevenzione antimafia presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, e Rodolfo Scuotto, funzionario della Pubblica Amministrazione con incarichi di responsabilità.
Previsti i saluti istituzionali di S.E. Mons. Pietro Lagnese, Arcivescovo di Capua e Vescovo di Caserta, di Don Antimo Vigliotta, responsabile Caritas, e di Antonella Serpico, dirigente scolastica dell’IIS “Francesco Giordani”.
A dialogare direttamente con l’autore saranno gli alunni dell’istituto, protagonisti attivi dell’incontro, che sarà moderato da Andrea Ferraro, responsabile della redazione di Caserta de Il Mattino.
Un’occasione formativa di grande valore, che ribadisce come educare al rispetto significhi educare al futuro, nella consapevolezza che le parole possono ferire, ma possono anche diventare strumenti di crescita, inclusione e responsabilità condivisa.




















