La mobilità sanitaria continua a pesare in maniera significativa sui conti della Campania. Con l’approvazione del riparto 2025 del Fondo Sanitario Nazionale (FSN) da parte del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile), emergono dati che confermano l’impatto strutturale dei saldi migratori sulle finanze regionali.
Il quadro nazionale del FSN 2025
Il finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale per il 2025 ammonta a 136,54 miliardi di euro, di cui 964 milioni destinati al Fondo per i farmaci innovativi. Il Fondo Sanitario Nazionale effettivo si attesta quindi a 135,576 miliardi di euro.
Di questa cifra, 130,741 miliardi sono destinati al cosiddetto “fabbisogno indistinto”, volto a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), mentre 4,835 miliardi hanno destinazione vincolata.
Alla Campania è stato assegnato il 9,3% delle risorse del fabbisogno indistinto, pari a 12,117 miliardi di euro. Tuttavia, la Regione riceverà effettivamente 11,803 miliardi, a causa delle decurtazioni legate ai saldi migratori dei pazienti.
Il costo della migrazione sanitaria
Nel solo 2025, la mobilità sanitaria verso le Regioni del Centro-Nord e verso l’estero è costata alla Campania 314 milioni di euro.

L’analisi dei dati dal 2019 al 2025 evidenzia un impatto complessivo di 1,945 miliardi di euro sulle casse regionali. Un dato che colloca la Campania tra le Regioni con il saldo migratorio più negativo: nel 2024 risulta seconda in Italia dopo la Calabria per saldo passivo.
A livello nazionale, la mobilità sanitaria vale complessivamente 4,473 miliardi di euro. Le Regioni che assorbono la quota maggiore di risorse sono:
- Lombardia
- Emilia-Romagna
- Veneto
- Toscana

Più risorse per i LEA, ma quota capitaria sotto la media
Dal 2019 al 2025 la Campania ha registrato un incremento delle risorse per garantire i LEA pari a circa 1,8 miliardi di euro, passando da 10,3 miliardi nel 2019 a 12,1 miliardi nel 2025.
L’aumento ha inciso sulla quota capitaria – la somma destinata per ciascun cittadino – che è cresciuta da 1.794 euro nel 2019 a 2.166 euro nel 2025 (+19%).
Nonostante ciò, la quota capitaria campana resta inferiore alla media nazionale di 52 euro (2.166 euro contro 2.218), determinando una minore disponibilità di risorse annue stimata in circa 290 milioni di euro.
La richiesta di revisione dei criteri
Secondo ANCI Campania, e in particolare il Coordinatore del Dipartimento Salute, Sanità e Assistenza di Prossimità Antonio Salvatore, il riparto 2025 ha introdotto correttivi che tengono conto non solo dei consumi sanitari per età, ma anche di ulteriori indicatori.
Tuttavia, viene evidenziata la necessità di rivedere in modo strutturale i criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale, ancorandoli maggiormente ai fabbisogni effettivi dei territori, e di intervenire sulle regole della mobilità sanitaria che, allo stato attuale, determinano un trasferimento sistematico di risorse dal Sud verso le Regioni del Nord.
La migrazione sanitaria si conferma così non solo un fenomeno sanitario, ma anche una questione economica e di equilibrio territoriale che incide in modo significativo sulle politiche di programmazione regionale.





















