Mondragone. Il sindaco Francesco Lavanga, quello che è stato nel passato per tanti anni già Consigliere comunale, Assessore e Vicesindaco, quello – per intenderci – che ha portato per sua incapacità al fallimento del Comune (per la prima volta nella sua storia!), continua ad essere allergico alla trasparenza e alle domande.
Gli abbiamo chiesto pubblicamente di fare luce sui 3 milioni di euro assegnati per incrementare la presenza di bambine e di bambini negli asili nido. Domande lecite e dovute, soprattutto in considerazione del fatto che anche per l’anno scolastico 2025-2026 dell’apertura dell’asilo nido comunale già realizzato presso la scuola Arcobaleno non vi è traccia alcuna. Un Asilo che, come si ricorderà, era stato ultimato da tempo, mai attivato per incapacità gestionale, non vigilato e quindi vandalizzato.
Ad ottobre scorso (tre mesi fa), nel rispondere alla solita stucchevole propaganda del sindaco che ha fatto fallire il comune di Mondragone per la prima volta nella sua storia, chiedevamo pubblicamente di conoscere come e chi avrebbe gestito quell’asilo nido e anche quell’altra struttura che stanno costruendo (scialapopolo!). E anche quelle domande non hanno avuto ad oggi alcun riscontro.
Ma torniamo ai tanti soldi ricevuti per aumentare la frequenza dei nostri bambini presso gli asili nido. Sappiamo che per l’anno 2024 il nostro Comune non ha rispettato il target assegnato di 41 bambini frequentanti e il Sindaco è stato nominato commissario, a titolo gratuito e senza oneri a carico della finanza pubblica.
Qui troviamo il decreto e anche l’allegato ove risulta che Mondragone non ha raggiunto l’obiettivo: https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/documentazione/decreto-5-novembre-2025.
Quindi, il Sindaco che ha fatto fallire il Comune avrebbe potuto rispondere che anche su tale obiettivo per il 2024 (almeno) è stato fallimentare. Il sindaco, diventato anche commissario ad acta, ai sensi del decreto suddetto “è tenuto ad attivarsi affinché l’Ente metta in atto tutte le azioni finalizzate al raggiungimento dell’obiettivo di servizio o del LEP assegnato.
A tal fine, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del presente decreto, il commissario trasmette a Sogei – Società Generale d’Informatica S.p.A., apposito cronoprogramma recante le misure da intraprendere e ritenute idonee a conseguire gli obiettivi o i LEP assegnati per l’anno in corso o per i successivi, nei limiti di cui all’articolo 4 del richiamato decreto interministeriale del 6 giugno 2024”.
E se anche dopo queste scadenze persisterà l’inadempienza, il Ministero procederà alla nomina di un commissario prefettizio, come previsto dalle norme vigenti. I sessanta giorni del sindaco-commissario sono già scaduti. Possiamo sapere cosa è stato fatto in questi 60 giorni?
Resta poi da capire cosa sia successo per gli anni 2022, 2023 e 2025 e cosa si stia facendo quest’anno. Ma, per questo, abbiamo bisogno dell’aiuto dei Consiglieri comunali, ai quali chiediamo di presentare un’apposita interrogazione.
Il sindaco che ha fatto fallire il Comune con azioni (e omissioni) “degradanti e irresponsabili”, nel (non) rispondere alle nostre pubbliche domande e arrampicandosi come al solito sugli specchi, è ritornato a blaterare di un asilo prossimo all’apertura, di un regolamento (per il quale non sono bastati i 3 mesi dall’annuncio dell’imminente inaugurazione) e di suppellettili. Ha blaterato cioè di cose che nulla hanno a che fare con le nostre domande.
Ricordiamo che le risorse per il potenziamento del servizio degli asili nido possono essere utilizzate anche per accordi/convenzioni con riserva di posti con gli asili nido o micronidi privati (e ci risulta che nel nostro territorio vi siano strutture private) e, soprattutto, trasferendo le risorse aggiuntive assegnate alle famiglie con voucher/contributi per agevolare l’utilizzo del servizio di asilo nido/micronido presente sul territorio. Quindi, le possibilità d’intervento erano e sono tante e varie. Cosa ha fatto invece Lavanga?
Eppure, il sindaco del Primo Fallimento del Comune non le dice tutte a vanvera, ha ragione per esempio quando afferma al cronista de Il Mattino che: “Mondragone merita ben altro: amministratori che lavorano, risolvono i problemi e si assumono responsabilità …”.
A questo sindaco che sarà ricordato solo per il fallimento del Comune vogliamo menzionare un vecchio adagio: “Mettiti in disparte e osserva. Si capiscono tante cose uscendo di scena”.
Quanto all’AMBC, anche con questo comunicato (come con tutti i 2.000 e oltre interventi di questi anni) ha agito per costruire, per evitare di perdere soldi ed esclusivamente per il bene della Città. – Associazione Mondragone Bene Comune.




















