Castel Volturno torna al centro del dibattito nazionale sulle politiche migratorie e sul futuro del litorale Domizio. Il bando da 43 milioni di euro per la realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) da 120 posti riaccende il confronto politico, ma solleva anche interrogativi più profondi sulla direzione strategica per un territorio da anni in difficoltà.
Secondo Emilio Pagliaro, referente del comitato 080 Futuro Nazionale di Mondragone, il tema non è tanto la realizzazione del CPR in sé, quanto l’idea che un singolo intervento possa rappresentare una soluzione strutturale.
Un territorio complesso
La realtà di Castel Volturno è caratterizzata da criticità stratificate: presenza diffusa di lavoro irregolare, servizi pubblici sotto pressione, una significativa componente di popolazione non censita e un’economia sommersa che incide negativamente sul tessuto sociale ed economico.
In questo contesto, il rischio evidenziato è che il CPR si trasformi in un intervento isolato, incapace di incidere sulle cause profonde delle problematiche locali.
Il nodo della visione strategica
Al centro della riflessione emerge un punto cruciale: l’assenza di una visione di sviluppo. Per Pagliaro, la priorità dovrebbe essere un piano organico di rilancio del litorale Domizio, capace di valorizzare le risorse naturali e rilanciare l’economia locale.
Tra le proposte, spicca la realizzazione di un porto turistico moderno, in grado di collegare la costa con isole strategiche del Tirreno come Ventotene e Ponza, con l’obiettivo di creare occupazione stabile e attrarre flussi turistici.
Il richiamo alla storia
Il riferimento è anche storico: l’antica Sinuessa, situata nell’area del litorale Domizio, ospitava un porto commerciale di rilievo nel Mediterraneo. Da qui partivano merci pregiate, tra cui il celebre Falerno, simbolo di un territorio che oggi appare lontano da quel ruolo strategico.
Un passato che, secondo Pagliaro, rappresenta il paradigma delle potenzialità non sfruttate.
Le priorità irrisolte
Accanto alle proposte di sviluppo, vengono indicate alcune priorità considerate fondamentali per affrontare le criticità locali:
- un censimento reale e aggiornato della popolazione
- controlli più efficaci contro il lavoro nero
- un piano straordinario per sicurezza e legalità
- maggiori risorse per servizi pubblici e bilancio comunale
- una strategia economica integrata basata su turismo e valorizzazione del mare
Senza un approccio complessivo, si sottolinea, il rischio è quello di affiancare una struttura chiusa e controllata a un contesto esterno che continua a presentare le stesse fragilità.
Sicurezza e sviluppo: un equilibrio necessario
Il dibattito sul CPR si inserisce così in una questione più ampia: il rapporto tra sicurezza e sviluppo. Due dimensioni che, secondo questa impostazione, non possono essere affrontate separatamente.
La sfida per la politica, viene evidenziato, è scegliere tra interventi emergenziali e una programmazione di lungo periodo capace di restituire centralità a un territorio spesso raccontato solo attraverso le sue criticità.
L’obiettivo, conclude Pagliaro, dovrebbe essere quello di trasformare Castel Volturno da problema a risorsa, recuperando vocazione e potenzialità storiche.




















