La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il rinvio a giudizio di un 52enne originario di Portico di Caserta, accusato di diffamazione aggravata ai danni del primo cittadino.
Il provvedimento è stato richiesto dal Pubblico Ministero, la dottoressa Chiara Esposito, al termine di accurate indagini condotte dalla Polizia Postale di Caserta.
Le accuse: fotomontaggi e post sui social
Imputato è Carmine Romano, 52 anni, residente a Padova – dove lavora saltuariamente – ma originario di Portico di Caserta.
Secondo l’accusa, nel gennaio dello scorso anno l’uomo avrebbe pubblicato sul proprio profilo Facebook, all’interno del gruppo “Ciò che vedo a Portico di Caserta” (che conta circa 5.100 iscritti), due post ritenuti offensivi nei confronti del sindaco Giuseppe Oliviero.
Nel primo caso sarebbe stato diffuso un fotomontaggio che ritraeva il volto del sindaco accostato all’immagine di uno scarafaggio. In un secondo post, invece, il volto del primo cittadino sarebbe stato inserito all’interno di un piatto, accompagnato da un’espressione ironica ritenuta lesiva della reputazione dell’amministratore.
Per la Procura, tali contenuti avrebbero integrato il reato di diffamazione aggravata, in quanto diffusi attraverso un mezzo di pubblicità e potenzialmente visibili a un ampio numero di utenti.
Udienza il 3 marzo davanti al giudice Maione
Il dibattimento è stato fissato per il prossimo 3 marzo dinanzi al giudice della Prima Sezione Penale, dottor Francesco Maione.
Il sindaco Giuseppe Oliviero sarà assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, che annunciano la costituzione di parte civile nel processo. L’obiettivo è ottenere, oltre all’eventuale condanna penale dell’imputato, anche il risarcimento dei danni morali e materiali che si ritiene siano stati subiti.
Il contesto
La vicenda riaccende l’attenzione sul tema dell’utilizzo dei social network e sui limiti della libertà di espressione online, soprattutto quando i contenuti pubblicati possono ledere la reputazione di soggetti pubblici. Sarà ora il Tribunale a valutare le responsabilità dell’imputato nel corso del processo.




















