Mondragone. Dopo oltre dieci anni si chiude nelle aule di giustizia la vicenda legata alla tappa del Cantagiro del 2015 sul lungomare di Mondragone.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha infatti respinto la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti del rappresentante legale dell’associazione che organizzò l’evento, chiudendo definitivamente il contenzioso giudiziario nato dopo l’incidente che coinvolse una spettatrice durante la manifestazione musicale.
La decisione del giudice rappresenta una vittoria processuale per la difesa, rappresentata dall’avvocato Giovanni Del Prete.
La vicenda
Il caso risale all’estate del 2015, quando sul lungomare di Mondragone si svolse una delle tappe del Cantagiro, evento musicale molto seguito che attirò numerosi spettatori.
Durante la serata una donna rimase coinvolta in un incidente e avviò successivamente un’azione legale per ottenere il risarcimento dei danni, dando origine a una lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’associazione organizzatrice.
La decisione del Tribunale
Con la sentenza emessa nelle scorse settimane, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha stabilito che la sola titolarità della carica di rappresentante legale non è sufficiente per attribuire una responsabilità civile.
Secondo il giudice, infatti, per riconoscere un obbligo risarcitorio è necessario dimostrare una condotta colposa specifica e un nesso causale diretto tra il comportamento della persona e il danno lamentato.
In assenza di questi elementi, le pretese risarcitorie non possono essere accolte.
Il significato della sentenza
La decisione assume un rilievo che va oltre il singolo caso, perché chiarisce un principio importante per il mondo dell’associazionismo e dell’organizzazione di eventi pubblici.
Secondo la difesa, la sentenza contribuisce a superare il timore di una responsabilità automatica per chi ricopre ruoli di rappresentanza nelle associazioni impegnate in attività culturali e sociali.
“Con questa pronuncia viene meno lo spauracchio della responsabilità oggettiva per chi accetta incarichi di rappresentanza nelle associazioni”, ha commentato l’avvocato Del Prete, sottolineando come la responsabilità debba essere sempre dimostrata in concreto e non possa essere presunta solo in base al ruolo ricoperto.




















