È comparso davanti alla Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Domenico Tartaglione, 63enne residente a Marcianise, noto anche per essere il padre dell’influencer Pietro Tartaglione.
L’uomo è imputato per truffa aggravata e recidiva semplice. Secondo l’accusa avrebbe promesso posti di lavoro nella Guardia di Finanza in cambio di somme di denaro versate da diverse vittime.
La richiesta di patteggiamento respinta
Nel corso dell’udienza, Tartaglione – attraverso il proprio difensore – ha avanzato richiesta di patteggiamento a un anno e due mesi di reclusione.
Il Pubblico Ministero, però, non ha prestato il consenso ritenendo la pena proposta troppo bassa rispetto alla gravità delle contestazioni. L’udienza predibattimentale è stata quindi rinviata al prossimo 9 luglio.
Le accuse della Procura
Secondo quanto ricostruito dalle indagini del Commissariato di Marcianise, Tartaglione avrebbe sfruttato la propria professione di avvocato per conquistare la fiducia delle vittime.
L’imputato avrebbe dichiarato di avere conoscenze influenti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e all’interno della Guardia di Finanza, promettendo assunzioni dirette nel Corpo.
I falsi contratti a Napoli
L’episodio centrale della vicenda risale al 20 gennaio 2023, quando le persone offese vennero convinte a recarsi a Napoli per firmare presunti contratti di lavoro presso il Comando della Guardia di Finanza.
Contratti che si sarebbero poi rivelati inesistenti.
Secondo l’accusa, il profitto ottenuto da Tartaglione ammonterebbe a quasi 70mila euro.
Le parti civili
Nel procedimento si sono costituite parte civile due persone offese, identificate con le iniziali C.S. e A.A., assistite dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo.




















