Roma (LaPresse). “Sulla questione del terzo mandato siamo arrivati alla conclusione che il tema riguarda un principio fondamentale e quindi la materia è di competenza dello Stato nazionale, è la ragione per la quale nel Consiglio dei Ministri di oggi impugniamo la legge regionale della Campania”. Con queste parole la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno, torna sul tema del terzo mandato, dopo che in Campania è stata approvata una legge regionale che permetterebbe a Vincenzo De Luca di ricandidarsi per la guida della Regione.
Un nodo che riguarda anche la maggioranza, con la Lega che non ha mai fatto mistero di gradire la possibilità di un terzo mandato per i governatori, pensando in particolare al Veneto di Luca Zaia, mentre Forza Italia si è sempre opposta con fermezza, così come il partito della premier. Anche perché la stessa Meloni non nasconde di considerare la possibilità di candidare un membro di FdI per il dopo Zaia (in pole il senatore Luca De Carlo).
“La corsa per la presidenza della Regione Veneto? Io penso che quella di FdI è una opzione che deve essere tenuta in considerazione, ovviamente. Se ne deve discutere – dice Meloni – con grande serenità con gli alleati ed è quello che faremo. Abbiamo già cominciato a parlarne con Matteo Salvini e Antonio Tajani e continueremo a farlo”. La presidente del Consiglio aggiunge di non ritenere “che su questo il dibattito per il tramite della stampa aiuti, perché alla fine noi valutiamo su ogni regione quelle che sono le condizioni migliori e su quelle operiamo. L’obiettivo per noi è vincere le elezioni e dare ai cittadini la proposta migliore”.
Passano pochi minuti dalle sue parole, e De Luca convoca una contro-conferenza stampa, in programma domani mattina a Palazzo Santa Lucia. La decisione, a quanto appreso, è maturata proprio in seguito alle dichiarazioni della premier.
Lo stop di Meloni al terzo mandato viene però accolto bene da altri esponenti del Pd. “La posizione contraria del Partito democratico sul terzo mandato per i Presidenti di Regione è chiara, nota da tempo e vale in tutto il Paese”, dice Antonio Misiani, mentre il senatore veneto Andrea Martella sottolinea: “La decisione del governo, anticipata dalla premier nel corso della conferenza stampa, di impugnare la legge campana che consentirebbe a De Luca di correre per un terzo mandato è un passo che mette definitivamente fine anche a qualsiasi ipotesi di ulteriori mandati per Zaia in Veneto. In Veneto è finito un ciclo politico. E non troppo presto, visto che il centrodestra governa ininterrottamente da 30 anni e Zaia è al vertice della Regione da ben 15. È stucchevole e anche un po’ infantile il tentativo disperato della Lega veneta di aggrapparsi all’idea di avere lo stesso leader per sempre”.
Un plauso alla decisione del governo anche da FdI: “Il presidente Meloni ha argomentato che l’approfondimento tecnico-giuridico ha concluso che si tratta di materia statale. Si tratta di un atteggiamento serio che non valuta le azioni per convenienza politica. De Luca ha imposto ai consiglieri regionali di votare una Legge ad delucam in una visione sovietica in cui tutto si può cambiare a seconda delle necessità personali prima ancora che politiche. De Luca è come un prete che a messa invece di leggere il Vangelo spiega come si diventa Cardinale”.
Malumore invece da parte del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, leghista, che sottolinea: “Trovo fuori luogo che si debbano porre dei limiti soltanto ad alcune categorie di politici, soprattutto ad amministratori locali, quando questi stessi limiti non vengono posti a deputati, senatori, ministri e presidenti del Consiglio. Perfino il presidente della Repubblica, nonostante in Costituzione venga fissata la durata del suo mandato, non ha limiti di rielezione. E lo trovo giusto. È un’anomalia quella del limite al terzo mandato e un errore del governo non intervenire”.




















