Poco più di un mese fa (il 9 febbraio) l’AMBC informava che il 5 febbraio 2026, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Causa C-810/24) ha stabilito che il diritto di prelazione a favore del promotore nel project financing, disciplinato dall’art. 193 del Codice dei contratti pubblici di cui al D. Lgs. n. 36/2023, è incompatibile con i principi di libera circolazione (art. 49 TFUE) e di parità di trattamento (Direttiva 2014/23/UE) del diritto europeo. Quindi, il diritto di prelazione non può più essere previsto nelle gare da bandire, ove già previsto, non può essere legittimamente esercitato e l’eventuale esercizio determina un vizio radicale dell’aggiudicazione.
Una pronuncia che incide profondamente sulle procedure di partenariato pubblico-privato attualmente in essere. E chiedevamo all’inerte Amministrazione capitanata dal sindaco Francesco Lavanga (quello che ha portato il Comune al fallimento per non essere stato capace di presentare un idoneo piano di riequilibrio) spiegazioni in ordine alla gara relativa al nostro Cimitero comunale: https://giornalenews.it/ambc-la-palude-dellamministrazione-lavanga/.
Per tutta risposta e incurante della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il 26 febbraio veniva pubblicata la determina n. 142 avente ad oggetto: “Procedura aperta per l’affidamento in concessione mediante project financing, con diritto di prelazione, in favore del promotore, per la riqualificazione del vecchio impianto cimiteriale e la gestione dei servizi cimiteriali di polizia mortuaria e dell’illuminazione votiva. CUP D52F24000220005-Determina a contrarre”. Ricordiamo poi che nel nostro Cimitero (per una parte di esso) già da anni è in corso un altro project financing.
Ad intervenire ora è anche l’ANCI, che in un articolato documento scrive: “Laddove sia già stato indetto un bando che prevede il diritto di prelazione, l’Amministrazione deve procedere all’annullamento della gara in autotutela e alla sua successiva ripubblicazione emendata di tale clausola. Ai sensi dell’art. 21-novies della L. 241/1990, tale intervento in autotutela è esperibile entro 6 mesi dall’aggiudicazione, determinando l’inefficacia dell’eventuale contratto stipulato. La misura è necessaria anche nel caso in cui il diritto non sia stato materialmente esercitato, atteso che la sua sola previsione è idonea ad alterare le dinamiche concorrenziali e la partecipazione degli operatori economici”.
Questa è la nota di analisi e possibili soluzioni messa a punto dall’A.N.C.I.: https://www.anci.it/wp-content/uploads/2026/03/nota-novita-PPP-diritto-di-prelazione-1.pdf. Alla luce anche di questa nota dell’Associazione dei Comuni vogliamo sperare che si intervenga e in autotutela si adottino le soluzioni indicate dall’ANCI. E poi c’è ancora qualche “eterno buontempone incollato a qualche remunerata presidenza” che ci accusa che facciamo solo critiche, che non siamo costruttivi … Oltre che segnalare e documentare per tempo ciò che non va e proporre le corrette – e concrete – soluzioni, cos’altro possiamo fare?
Terminiamo con alcuni affettuosi ricordi. Per il secondo anniversario della scomparsa di Pasquale Schiappa, docente, instancabile animatore culturale, direttore artistico teatrale e studioso della cultura locale mondragonese, la famiglia ha voluto mettere in distribuzione gratuita l’edizione digitale di una sua pregevole opera, il “Dizionario dialettale mondragonese”. Si tratta di un inedito che, come sottolineato da Giovanni Schiappa, viene pubblicato postumo, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio linguistico che appartiene alla memoria collettiva della città di Mondragone. Il Dizionario è arricchito dalle illustrazioni di Claudio Di Lorenzo – scomparso nel 2016 – e può anche essere agevolmente scaricato a questo link: https://sites.google.com/view/dizionariomondragonese. In questa occasione vogliamo ricordare anche un’altra opera di Pasquale Schiappa, quella sui “Nomi, cognomi e soprannomi”.
Fu l’Associazione Quartiere di Sant’Angelo e il suo presidente Antonio Taglialatela, il nostro compianto Tatonno, fondatore e instancabile animatore per oltre 40anni di quella associazione, a proporre al professore di indagare e scrivere dei nomi, dei cognomi e dei soprannomi dei mondragonesi. E Pasquale Schiappa accettò di buon grado e con generosità di cimentarsi con un lavoro che poteva fare soltanto chi – come Schiappa – aveva una grande conoscenza del territorio e una grande padronanza della sua storia, indispensabili per tirare su un affresco del Paese, ricco di storie curiose, di testimonianze e di valori tradizionali, in grado di riportarci al nostro passato (da dove veniamo) e di arricchire la nostra identità singola e collettiva.




















