Attraverso la società di diagnostica intestata alla moglie, un dirigente medico dell’Asl Caserta ha effettuato prestazioni mediche pur essendo vincolato da un contratto a tempo pieno ed esclusivo.
I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta hanno eseguito un provvedimento di sequestro beni, emesso dal presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Campania, per 2.173.177,70 euro, somma corrispondente al danno erariale accertato. Notificato anche un invito a dedurre nei confronti del dirigente medico di primo livello dell’azienda sanitaria casertana.
Il provvedimento nasce da indagini inizialmente avviate dal Nas Carabinieri di Caserta e proseguite con mirati approfondimenti dalle Fiamme gialle, nei confronti del medico di chirurgia generale in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale di Marcianise.
Compensi illegittimi per 14 anni
L’uomo, dal 2006 al 2020, ha esercitato illegittimamente attività extra istituzionali, come aveva segnalato una denuncia dell’Asl di Caserta. In particolare, dal 2006 al 2017, sono risultati conferiti incarichi non autorizzabili direttamente al dirigente medico, mentre a partire dal 2018 e fino al 2020, lo stesso ha continuato a svolgere attività extra – istituzionale non autorizzata (e comunque non autorizzabile) dall’Asl, attraverso lo schermo di una società di diagnostica medica di proprietà della moglie (99% del capitale sociale) che ne era anche amministratore. Tutte le prestazioni sanitarie svolte dalla società a favore dei diversi committenti sono state eseguite unicamente dal dirigente medico, risultato socio minoritario e referente sanitario della struttura.
Al termine degli accertamenti, il medico è stato segnalato alla magistratura contabile anche per aver percepito l’indennità di esclusività delle sue prestazioni fino alla data delle sue dimissioni. Le operazioni di sequestro hanno riguardato beni immobili e conti correnti riconducibili al medico.




















