Caserta. La Guardia di Finanza di Caserta, su delega della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro nei confronti di tre imprenditori casertani della nota famiglia Pasquariello. Tra i beni sequestrati spiccano l’Hotel Belvedere e la discoteca La Storia, simboli storici della movida nella frazione di San Leucio a Caserta. I locali, pur sotto sequestro, potranno continuare a operare, ma la loro gestione è stata affidata a un amministratore giudiziario.
L’indagine, coordinata dalla Procura sammaritana e guidata dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta, ha evidenziato come i tre indagati: Giovanni Pasquariello, 89 anni, e i nipoti Maurizio 49 e Lidia Pasquariello 62, abbiano posto in essere un meccanismo di bancarotta fraudolenta. La società originaria, la “Gesti Hotel”, è stata volontariamente portata al fallimento attraverso la sottrazione fraudolenta dei beni aziendali, che sono stati trasferiti a una nuova società “clone”, la “B.Hotel”, gestita dalla stessa famiglia.
L’obiettivo sarebbe stato quello di svuotare la vecchia società da tutti i beni materiali, lasciandola carica di debiti verso fornitori e fisco, e permettere così alla nuova azienda di proseguire l’attività senza oneri pregressi. Secondo gli inquirenti, è stata anche accertata una sistematica e reiterata omissione del pagamento di imposte e contributi previdenziali, che ha aggravato la posizione debitoria della società.
I beni sequestrati e la continuità aziendale
Tra i beni sequestrati figurano l’Hotel Belvedere e la discoteca La Storia, insieme alla discoteca Mono, anch’essa riconducibile alla famiglia Pasquariello. Pur sotto sequestro, i locali potranno continuare a essere operativi grazie alla nomina di un amministratore giudiziario che ne gestirà l’attività, evitando così impatti negativi sull’occupazione e sull’economia locale.
Presunzione di innocenza e stato delle indagini
La Procura sottolinea che il sequestro è una misura cautelare adottata in fase di indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva. Le indagini sono in corso e spetterà al giudice valutare la responsabilità penale degli indagati, anche in termini di eventuali responsabilità parziali.




















