Un “deus ex machina” capace di influenzare la politica cittadina dall’esterno delle istituzioni. È così che la Procura di Santa Maria Capua Vetere descrive l’ex assessore ed ex consigliere comunale Biagio Esposito, al centro dell’inchiesta per corruzione che sta scuotendo il capoluogo campano.
La definizione emerge nel decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, che delinea un quadro ritenuto dagli inquirenti particolarmente grave.
“Il sindaco veniva a casa mia”: l’intercettazione
Tra gli atti dell’indagine compare anche un’intercettazione in cui lo stesso Esposito rivendica il proprio peso politico: “Dopo dieci giorni dalle elezioni è venuto a casa mia. Inginocchiato in cucina davanti a mia moglie…”. Una frase che, per gli investigatori, confermerebbe il ruolo dominante attribuito all’ex consigliere nei rapporti con l’allora amministrazione guidata dal sindaco Carlo Marino.
Coinvolta anche la figlia Dora
La perquisizione ha riguardato anche la figlia Dora Esposito, ex consigliera comunale durante l’amministrazione poi sciolta per infiltrazioni camorristiche nel 2025.
Entrambi sono indagati per corruzione.
Il presunto scambio: assunzioni in cambio di voti
Al centro dell’inchiesta ci sono fatti risalenti al settembre scorso: l’assunzione del nipote di Biagio Esposito e del figlio di un suo conoscente in società partecipate da enti locali.
Secondo la Procura, si tratterebbe di assunzioni promesse dal consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini in cambio di voti alle elezioni regionali del novembre 2025, dove ha ottenuto oltre 30mila preferenze.
Zannini è indagato per corruzione, ma non è stato destinatario delle perquisizioni odierne.
Le accuse più gravi: estorsione e pressioni sul sindaco Carlo Marino
Il quadro si aggrava ulteriormente per Biagio Esposito, a cui viene contestata anche l’estorsione. Secondo gli inquirenti avrebbe esercitato pressioni sull’allora sindaco Carlo Marino, minacciando di far cadere l’amministrazione comunale. Il meccanismo sarebbe stato politico: la possibile assenza in Consiglio comunale della figlia Dora, decisiva per l’approvazione del bilancio. Una leva che avrebbe costretto il sindaco, che non ha mai denunciato, a concedere favori personali.
Il contesto: Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche
I fatti si inseriscono in uno scenario già compromesso: arresti di amministratori e dirigenti nel 2024; indagini diffuse nella macchina comunale fino allo scioglimento del Comune di Caserta nell’aprile 2025 per infiltrazioni camorristiche. Un contesto che, secondo la Procura, avrebbe favorito dinamiche opache e rapporti di potere esterni alle istituzioni.




















