Caserta. Un commerciante del settore delle auto e degli orologi di lusso sarebbe stato sequestrato, rapinato e brutalmente picchiato per costringerlo a piegarsi alle richieste estorsive della camorra. È quanto emerge dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha portato all’arresto di 11 persone tra le province di Caserta e Napoli.
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina, lesioni personali, aggravati dall’uso delle armi e dal metodo mafioso.
Secondo gli investigatori, nove dei destinatari del provvedimento erano già stati fermati lo scorso 8 giugno dalla Squadra Mobile di Caserta. Il fermo era stato successivamente convalidato dai giudici competenti prima della trasmissione degli atti al Tribunale di Napoli.
Le indagini, avviate dopo la denuncia della vittima e sviluppate tra le province di Caserta e Napoli, hanno consentito di ricostruire le diverse fasi della presunta azione criminale.
I fatti risalgono ai primi giorni di maggio. Secondo la ricostruzione della Procura, il commerciante sarebbe stato seguito, sequestrato e rapinato da un gruppo di persone che lo avrebbe poi condotto in un luogo isolato. Qui sarebbe stato violentemente aggredito e minacciato con modalità ritenute riconducibili alla criminalità organizzata di stampo camorristico.
Durante il sequestro, sempre secondo l’accusa, gli sarebbero stati sottratti una consistente somma di denaro contante, un orologio di lusso e un borsello contenente le chiavi di diverse autovetture di pregio custodite nella concessionaria riconducibile alla vittima.
L’attività investigativa avrebbe inoltre accertato che il commerciante era stato inizialmente avvicinato da soggetti ritenuti contigui a esponenti di vertice del clan dei Casalesi. Dopo l’arresto di questi ultimi, sarebbero entrati in scena altri soggetti ritenuti vicini agli ambienti camorristici operanti tra Recale e Curti.
Tra gli undici destinatari della misura cautelare figurano anche due persone già detenute per altra causa. Secondo la Dda avrebbero svolto il ruolo di intermediari tra gli estorsori e la vittima, minacciando il commerciante attraverso ripetute videochiamate effettuate dal carcere per costringerlo al pagamento delle somme richieste.
Le accuse saranno ora oggetto del confronto processuale, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza degli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.




















