Il 22 aprile, presso l’Istituto “Francesco Giordani” di Caserta, si è svolto un importante incontro dedicato ai temi del bullismo e del cyberbullismo, inserito nel progetto “La legalità fra i banchi di scuola”.
Si tratta di un nuovo percorso promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati, rappresentata dal sostituto procuratore Dott.ssa Anna Ida Capone, presidente della sottosezione di Santa Maria Capua Vetere, con l’obiettivo di portare nelle scuole una più forte cultura della legalità e della responsabilità.
La scuola come luogo di crescita civile e confronto
L’iniziativa rientra tra le attività progettate e condivise dalla dirigente scolastica Antonella Serpico, su temi di grande attualità sociale.
L’obiettivo principale è promuovere il rispetto reciproco e la responsabilità individuale, valorizzando il ruolo della scuola come spazio di dialogo, formazione e crescita civile. Il progetto si sviluppa anche grazie alla collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere.
Bullismo e cyberbullismo: un fenomeno da conoscere e contrastare
L’incontro ha affrontato in modo approfondito i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, sempre più diffusi nel contesto scolastico e sociale.
Sono intervenuti la Dott.ssa Graziella Arlomede, Procuratore Aggiunto della Procura di Santa Maria Capua Vetere, e il Tenente Colonnello Gianluca Galliotta del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Caserta, che hanno offerto testimonianze ed esempi concreti utili a comprendere, prevenire e contrastare tali comportamenti.
Educazione alla responsabilità e consapevolezza digitale
Durante l’incontro è stata sottolineata l’importanza di riconoscere il bullismo come una vera e propria forma di devianza, da non sottovalutare in nessun contesto, compreso quello digitale.
I relatori hanno invitato gli studenti a prestare attenzione alle parole e alle azioni che possono ferire gli altri, anche online, ricordando che il cyberbullismo può avere conseguenze gravi e durature.
È stato inoltre richiamato il quadro normativo, con riferimento agli articoli 97 e 98 del Codice Penale, relativi alla responsabilità e all’imputabilità dei minori.
Il ruolo dello “spettatore” e la forza del silenzio
Un punto centrale del confronto è stato il ruolo dello “spettatore”, spesso elemento decisivo nelle dinamiche del bullismo.
Il silenzio o l’indifferenza degli osservatori può rafforzare il comportamento del bullo. Per questo motivo è fondamentale rompere il muro dell’omertà, parlando con insegnanti, genitori o adulti di riferimento.
Segnalare episodi di bullismo può significare, in molti casi, aiutare concretamente chi si trova in difficoltà.
Un incontro educativo e partecipato
L’organizzazione dell’evento è stata curata dalla Prof.ssa Maria Cerbone, con la moderazione della Prof.ssa Amelia Ziccardi.
L’incontro si è distinto per il forte coinvolgimento degli studenti, che hanno partecipato attivamente con domande e riflessioni, rendendo il dialogo vivo e costruttivo.
La scuola contro il bullismo: un’urgenza educativa e sociale
Affrontare i temi del bullismo e cyberbullismo a scuola non rappresenta solo una scelta didattica, ma una vera e propria necessità sociale.
Il dibattito educativo ha un obiettivo fondamentale: sensibilizzare la cosiddetta “maggioranza silenziosa”, trasformando gli osservatori passivi in testimoni attivi e responsabili.
Solo attraverso consapevolezza, dialogo e partecipazione è possibile costruire una comunità scolastica più sicura, inclusiva e rispettosa.




















